L’INTERVISTA – Daniele Giannini(Lega): “Per Roma candidato sindaco unitario”

daniele giannini

Manca meno di un anno al rinnovo del mandato amministrativo al Comune di Roma e anche il centrodestra si sta organizzando per consegnare ai cittadini una coalizione e un candidato sindaco che rappresentino alternativa reale al Movimento 5 Stelle e al centrosinistra. Del momento politico capitolino, della amministrazione Raggi e della condizione “fisica” del centrodestra, ne abbiamo parlato con Daniele Giannini, esponente della Lega di Matteo Salvini e consigliere regionale del Lazio, che in Pisana è anche membro dell’ufficio di presidenza, vicepresidente della commissione Lavoro e Politiche Giovanili, componente della commissione speciale sui piani di zona per l’edilizia economica e popolare nella Regione e di quella che si occupa di Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare. L’intervista è stata rilasciata al Caffè di Roma ed è firmata da Marco Montini, Direttore editoriale di Laziopolitico.it

Elezioni Comunali Roma, i rumors dicono che state discutendo sul nome del candidato a sindaco: voi rivendicate il nome, Fratelli d’Italia fa lo stesso. Fantasia o realtà? 

“Insieme ai nostri alleati stiamo lavorando nella scelta di una figura unitaria e credibile che possa rappresentare non solo il centrodestra ma tutta la città. È ora di cambiare finalmente il volto a Roma dandole maggiori poteri e risorse e rendendo più autonomi i Municipi. Solo così potremo ridare servizi ai cittadini e migliorare la loro qualità di vita.  Da Ignazio Marino a Virginia Raggi abbiamo attraversato un lento ma inesorabile declino che ha fatto di Roma una delle peggiori capitali Europee per sicurezza, degrado, rifiuti, viabilità e trasporti. Chiunque sarà il nostro designato non avrà dunque un compito facile ma le posso assicurare che avrà il sostegno di tutta la coalizione, dai vertici ai militanti, e non solo durante il periodo di campagna elettorale”. 

Consigliere Giannini, quale l’identikit del candidato sindaco di Roma Capitale? E ancora: il centrodestra riuscirà ad arrivare unito ed evitare gli errori del passato? 

“Il centrodestra rimarrà unito perché andare in ordine sparso significherebbe regalare il Campidoglio all’asse Pd-5 Stelle. Per quanto riguarda l’identikit del candidato è stato ovviamente già tracciato e sarà una figura di alto profilo, competente e che soprattutto conosce ed ama questa città”. 

La sindaca Raggi si ricandida, il Partito Democratico prende tempo: si arriverà a un accordo secondo lei? In attesa delle elezioni amministrative, quali sono secondo lei i settori della macchina comunale da valorizzare? 

“Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle mi ricordano il Gatto e la Volpe della favola di Pinocchio. Dove il Gatto sta alla Raggi e la volpe a Zingaretti. E’ chiaro ed evidente a tutti che la ricandidatura della Raggi porterà ad una fase di confronto con il Partito Democratico e se non si giungesse ad un accordo sono sicuro che poi nel corso del ballottaggio si verificherà l’inciucione come è già avvenuto con la formazione del secondo governo Conte. Non solo hanno già trovato l’accordo, ma hanno già iniziato a programmare le poltrone non facendo i conti, stavolta, con la volontà dei romani di cambiare e sarà compito del centrodestra proporre una squadra in grado di vincere e governare Roma. Per quanto concerne i settori della macchina comunale da valorizzare, direi personalmente tutti con qualcuno completamente da rifondare. In questi otto anni, le faccio un esempio su tutto, sono state via via mortificate e “uccise” completamente le municipalizzate portando con sé false ristrutturazioni, bilanci ancora più in rosso, innumerevoli disagi in città sul versante trasporti, rifiuti, sicurezza, decoro e lavoro. A proposito di lavoro, Virginia Raggi sarà ricordata, oltre alle sue innumerevoli incapacità amministrative, anche e soprattutto per aver mandato a casa migliaia di lavoratori che chiedevano stabilizzazione e non licenziamenti o precariato”. 

Consigliere Giannini, passiamo adesso a parlare della Regione Lazio. La Lega ha vissuto l’entrata di Pino Cangemi, facendo man bassa di consiglieri regionali. Che ne pensa? Come procede l’opera di radicamento sul territorio? 

“Il nostro radicamento è in continua crescita lo dimostrano gli ottimi risultati di queste elezioni amministrative nel Lazio, la Lega, storicamente, è sempre stato un partito territoriale vicino ai cittadini ed ai loro bisogni. Per quanto riguarda l’ingresso del collega Cangemi, auguriamo a lui buon lavoro”. 

Non è un segreto che Nicola Zingaretti è molto impegnato a livello nazionale col Partito Democratico. Crede che debba lasciare la presidenza della Regione Lazio? Se sì, perché? 

“Non è da oggi, ma da quando è stato eletto segretario del Partito Democratico, che il sottoscritto e la Lega ne reclamano le dimissioni. E’ un ruolo incompatibile che lo porta a essere distratto dai temi del Lazio. Prova ne è il suo “registro” presenze nell’aula del consiglio regionale. Oltre a ciò, Zingaretti dovrebbe dimettersi domani stesso per una serie di fallimenti che ha inanellato in questi 8 anni di sua presidenza in ogni dove. In ultimo, forse la più clamorosa, la gestione della pandemia. A febbraio, quando tutti i cittadini aspettavano indicazioni, quando tutti gli operatori sanitari attendevano direttive e quando tutti gli ospedali di questa Regione (tranne quelli che in precedenza aveva fatto chiudere) chiedevano un Piano operativo, macchinari e mascherine, lui se ne stava tranquillamente a Milano a fare aperitivi e a sostenere che si trattava di una semplice influenza”.