L’INTERVISTA – Laura Corrotti: “Lega pronta per Roma 2021. Presto il candidato sindaco”

lauracorrotti

Comunali a Roma, attività istituzionale in Regione Lazio e tematiche più spinose del territorio. Lazio Politico ha intervistato la consigliera regionale del Lazio ed esponente della Lega, Laura Corrotti.

Mancano pochi mesi, Covid permettendo, alle elezioni comunali di Roma. Come si presenta la Lega? Nel centrodestra ancora non è uscito il candidato. E’ preoccupata?

 “Stiamo costruendo una squadra forte in ogni municipio di Roma, il nome del sindaco arriverà presto ma è fondamentale arrivare pronti alla sfida elettorale che permetterà di dare voce ai cittadini ed esprimere così il giudizio su questi ultimi cinque anni di lavoro di amministrazione a Cinque Stelle. Rifiuti, trasporto pubblico, grandi opere, piste ciclabili, discariche abusive, aree verdi, campi rom, sono veramente tanti i punti sui quali Virginia Raggi non ha trovato ancora soluzioni concrete dopo anni e anni in Campidoglio.

In consiglio regionale è una delle più attive. Soprattutto in tema di politiche sociali. Ci racconta un po’?

“In questi primi anni di legislatura in consiglio regionale ho conosciuto molte persone che subiscono una gestione superficiale e costrette a vivere in una situazione di totale precarietà. Dalla priorità nella gestione all’emergenza abitativa fino al capitolo Ater, sono veramente tante le situazioni che ho toccato con mano e che ancora oggi non sono state risolte, nonostante le varie sollecitazioni.

L’emergenza abitativa è uno dei temi più delicati che vive oggi in particolar modo la città di Roma: migliaia e migliaia di famiglie in lista d’attesa per un alloggio popolare e la maggioranza alla Pisana, con il supporto di una parte del Movimento 5 Stelle, cercano di volta in volta il modo per dare questi alloggi a chi non è in possesso di requisiti o, ancor peggio, ad immigrati.

Nei mesi scorsi ho anche presentato una proposta di legge sugli alloggi di edilizia residenziale pubblica – ancora oggi in attesa di essere incardinata in commissione – andando così a modificare la legge regionale n.12 del 6 agosto 1999, vecchia ormai più di vent’anni, con l’obiettivo di rispondere in maniera più adeguata alle esigenze emerse in tema negli ultimi anni.

Diritto all’abitare e politiche di accoglienza. Tante le criticità a Roma: dai campi rom alle occupazioni abusive. Che idea si è fatta?

I campi rom soffrono purtroppo della gestione della sindaca Raggi che ho potuto vedere con i miei occhi durante i numerosi sopralluoghi nei ‘Villaggi’ della Capitale. In questi anni con il piano Rom che puntava al superamento dei ‘Villaggi’ della Capitale sono stati investiti veramente tanti soldi pubblici per poi, però, ritrovarsi a pochi mesi dalla fine della legislatura con una situazione praticamente identica a quella iniziale. Anche la stessa Raggi, nei giorni scorsi, con un finanziamento extra di quasi centomila euro per sgomberare 20 rom dall’area F del campo nomadi di Castel Romano ha implicitamente ammesso il fallimento del suo piano e, probabilmente, sarà l’ennesimo tentativo a vuoto dato che parliamo di fondi utilizzati per un piano sperimentale e provvisorio, della durata di appena 100 giorni.

Tra i temi più vicini a lei troviamo sicuramente il Forlanini. Verrà mai riaperto?

Il punto qui è se verrà mai riaperto come ospedale a disposizione dei cittadini. Ho i miei dubbi, in tal senso, sulle volontà della giunta Zingaretti. Ho effettuato all’interno della struttura numerosi sopralluoghi e al seguito di questa mia esperienza ho chiesto all’Assessore, sia attraverso vari atti che in sede di bilancio regionale, la riapertura dell’ospedale per fini esclusivamente socio-sanitari o, intanto, il recupero di quei padiglioni che possono essere riqualificati con maggiore facilità e metterli così a disposizione per i malati post-Covid. Credo che sia inaccettabile continuare a trascurare e non avere un piano di recuperare per un patrimonio regionale del genere, soprattutto in periodo di pandemia ma il comportamento della maggioranza mi ha lasciata più volte perplessa: non ultima la bocciatura del Pd e di una parte del Movimento 5 Stelle, diviso in due parti durante la votazione della mia recente mozione in Aula che ne richiedeva la riapertura come punto ospedaliero.