“Rebibbia: la Città invisibile” è un esperimento di docu-teatro che debutterà il 10 marzo alle ore 20:00 all’interno della stagione dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”. Lo spettacolo nasce dai Laboratori d’Arte in carcere e si ispira all’opera di Italo Calvino in occasione del 40° anniversario della scomparsa del grande autore. È prodotto dall’Associazione Ottava Arte con la regia di Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe. Coinvolge i detenuti, gli ex detenuti e il personale della Polizia Penitenziaria di Rebibbia.
Gli interpreti sul palco sono i veterani del Teatro Libero di Rebibbia Juan Dario Bonetti, Giacomo Silvano, Marcello Lupo, Leonardo Ligorio e Maurizio Montepaone. Con loro, sullo schermo, i volti e le voci di chi ancora sta scontando la pena. Con la partecipazione straordinaria dell’Ispettore Capo della Polizia penitenziaria Cinzia Silvano e dell’attore Alessandro Marverti. Videoriprese di Paolo Modugno. Animazioni di Alessandro De Nino. Produzione di Fabio Cavalli per Ottava Arte in collaborazione con La Ribalta.
I prigionieri della Città invisibile tornano a visitare i luoghi della loro memoria infantile, quando tutto attorno era Casa, sia che fosse il mostro architettonico del Corviale a Roma oppure la fragile catapecchia dei nonni profughi da Sarajevo. Ogni cosa attorno portava il nome di Itaca, città miraggio, città ragnatela dalle cui maglie è difficile fuggire. La Città invisibile che ora abitano sopravvive nutrita da quei ricordi di ragazzi, già reduci a vent’anni, già sconfitti prima ancora di distinguere l’amico dal nemico.
Arte e poesia aiutano a comprendere che Casa non è un luogo fisico da raggiungere ma uno stato mentale da riconoscere e costruire grazie a parole nuove. Come suggerisce Calvino: «c’è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione». L’invocazione che proviene dal carcere funziona come un SOS in codice Morse: compito dell’arte è setacciare le parole, raccogliere le metafore e trasmettere il battito che viene dall’interno.
Dal 2003, il Teatro del Carcere di Rebibbia N.C. è un punto di riferimento nazionale e internazionale nelle pratiche di reinserimento delle persone detenute attraverso percorsi d’arte e cultura. L’esperienza nasce e prosegue come una vera accademia di spettacolo, dimostrando che un “altro carcere” è possibile. I laboratori teatrali, cinematografici e di arti digitali hanno coinvolto oltre 2000 detenuti, con la collaborazione di professionisti di alto livello, ospitando oltre 100.000 spettatori esterni grazie a performance, incontri, festival di teatro e cinema, eventi in live streaming. Il Teatro di Rebibbia si è affermato come avamposto culturale nella zona Tiburtina di Roma, Municipio IV, riconosciuto anche nella Mappa dei Teatri della Capitale.
