MAIOLINI, IL “SIGNOR NO” DELLA DISCOGRAFIA ITALIANA, APPRODA A CANZONISSIMA SU RAI 1

Giacomo Maiolini, il “Signor No” della discografia italiana, approda a Canzonissima, su Rai1, portando in prima serata un approccio diretto, internazionale e senza compromessi. Discografico e fondatore della Time Records, è tra i protagonisti più attesi tra i “Magnifici 7” di Milly Carlucci. Maiolini arriva in TV con un profilo unico: oltre quarant’anni di carriera, 120 milioni di dischi venduti e oltre 10 miliardi di stream, di cui 7 solo su Spotify, e una visione della musica dance che lo ha reso il produttore italiano che ha venduto di più al mondo. 

Fondatore nel 1984 della Time Records, ha costruito un impero indipendente capace di lanciare fenomeni come l’Eurobeat, esploso soprattutto in Giappone, e di portare la dance italiana ai vertici delle classifiche internazionali. Il suo nome è legato a hit globali e collaborazioni con artisti come Gigi D’Agostino e Bob Sinclar, fino all’approdo sul palco del Festival di Sanremo, dove ha contribuito allo sdoganamento definitivo della dance nel mainstream italiano. Una carriera costellata di risultati: oltre 400 certificazioni tra cui 15 dischi di Diamante, 292 Platino e 93 Oro, a cui si affiancano importanti riconoscimenti internazionali – 5 Grammy Awards, 1 Echo Award, 5 ASCAP, 3 BMI, 3 BET e 2 MTV.

A Canzonissima il suo ruolo è chiaro: giudice severo, spesso controcorrente, capace di dire no anche ai grandi classici. Una cifra stilistica che gli vale il soprannome di “Signor No” e che riflette una carriera costruita sull’istinto e sulla capacità di intercettare ciò che funziona davvero sul mercato.

Nel format di Rai1, in onda ogni sabato sera in prima serata fino al 25 aprile, Maiolini porta cultura discografica e sensibilità artistica, affiancando il racconto televisivo con uno sguardo da produttore. Un valore aggiunto per uno show che rimette al centro la canzone e la sua evoluzione, tra memoria e contemporaneità. La sua presenza segna un punto di svolta: dalla pista da ballo ai grandi numeri dell’entertainment globale, fino al giudizio televisivo. Sempre con lo stesso approccio: ascoltare, scegliere, e quando serve, dire no.