I grandi prodigi del passato rivivono sul palco grazie al talento e alle sorprendenti capacità mnemoniche di Vanni De Luca.
Un viaggio nel tempo indietro di un secolo, in un’epoca in cui performer dalle abilità fuori del comune incantavano il pubblico di tutto il mondo. Un palcoscenico di inizio ‘900 che richiama l’immaginario del vaudeville e del varietà, in cui il teatro è il luogo privilegiato dello stupore, abitato da calcolatori umani, fachiri e acrobati della mente di ogni genere.
A dieci anni dal debutto, in una versione completamente rinnovata e mai vista prima, torna nei teatri italiani Prodigi, il nuovo spettacolo di Vanni De Luca, mnemonista, attore e già Campione Italiano di Mentalismo e di Magia.
Il tour, dopo le anteprime e le standing ovation di Asti e Monza, parte ufficialmente il 18 novembre da Alessandria, per poi toccare Trecate (20 novembre), Milano (21 e 22 novembre), Gallarate (27 novembre), Asti (28 novembre), Ferrara (2 dicembre), Belluno (5 dicembre) e concludersi il 7 dicembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma.
Prodotto da Officine dell’Incanto, lo spettacolo è guidato dal regista Andrea Rizzolini, con le musiche di Fabio Valdemarin. La produzione vanta inoltre i contributi vocali di Raul Cremona e di Arturo Brachetti, che ha definito De Luca un artista senza eguali in Europa.
Un one man show in cui viene riportata alla luce l’eredità dimenticata di sette storie incredibili: dal calcolatore umano Giacomo Inaudi all’invulnerabile Mirin Dajo, dal genio degli scacchi George Koltanowski al prodigio del pianoforte Blind Tom, capace riprodurre perfettamente qualsiasi melodia dopo averla ascoltata una sola volta senza aver mai studiato musica.
Rivive sul palco anche il “calendario umano” Datas, in grado di ricordare a memoria la data di qualsiasi avvenimento storico; e Thea Alba, nota come “la donna dai dieci cervelli”, capace discrivere contemporaneamente con mani, piedi e bocca parole diverse.
Un susseguirsi di colpi di scena fino a Le Meraviglie Multiple, un omaggio al multitasker Harry Kahne in cui Vanni risolve un cubo di Rubik, esegue complessi calcoli matematici e recita a memoria un canto della Divina Commedia scelto liberamente dal pubblico. Tutto nello stesso momento. È il trionfo del multitasking umano, un uomo solo contro tutti, nessun attrezzo, solo una mente. Una mente che compie… prodigi, appunto!
“Tornate all’antico, sarà un progresso”, questa frase di Giuseppe Verdi fotografa l’essenza dello spettacolo – spiega Vanni De Luca – Incontrando i protagonisti del passato ho scoperto insegnamenti di assoluta attualità: lezioni di metodo, lavoro, rispetto per il tempo e valorizzazione dell’errore e dell’intelligenza umana. Prodigi è una macchina che consuma tantissima energia e richiede almeno otto ore al giorno di allenamento costante. Siamo felici del risultato, ma l’entusiasmo del pubblico durante le due anteprime ci ha travolti: vedere che tutto è andato per il meglio ha ripagato la tensione accumulata in due anni di scrittura, prove e studio”.
“La peculiarità dello show risiede nella totale assenza di illusionismo o artifici – sottolinea il regista Andrea Rizzolini – Ci siamo imposti una regola chiara non negoziabile: non presentare nulla di finto. Ciò che Vanni compie in scena è autentico. Prodigi interroga il senso del ricordare e del tenere a mente chi ci ha preceduto. In questo senso, non è solo uno spettacolo di abilità straordinarie, di mnemotecnica, ma un atto di memoria viva, un omaggio a una tradizione che continua a esistere solo se qualcuno sceglie di incarnarla, qui e ora, davanti a uno sguardo che osserva e ricorda”.
