Da sempre Mursia dedica uno spazio fondamentale alla conoscenza storica e civile del dramma degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia. Prima ancora dell’istituzione del Giorno del Ricordo la casa editrice pubblicò nel 1996 “Istria contesa” di Fulvio Molinari e nel 2002 “Infoibati” di Guido Rumici, opere che hanno portato all’attenzione del grande pubblico fatti, testimonianze e documenti a lungo trascurati. Un impegno editoriale costante, costruito attraverso ricerche, voci e narrazioni capaci di restituire dignità e consapevolezza a una storia ancora troppo poco conosciuta.
Per il 2026, Mursia conferma e rafforza questo impegno con tre nuove titoli in uscita dedicati alle storie di Istria, Fiume e Dalmazia: “L’Iris”, ““Le donne e l’esodo giuliano-dalmata” e “Fiume addio!”.
“L’Iris”, di Francesco Felicetti
Il titolo, dal forte sapore simbolico, rimanda al fiore che nasce anche nelle terre aspre come la Dalmazia. L’Iris racconta il lento sradicamento dei dalmati italiani, dagli ultimi decenni dell’Ottocento al primo grande esodo dalle città, dai paesi e dalle isole della Dalmazia dopo la prima guerra mondiale, quando si ritrovarono nel Regno dei serbi, dei croati e degli sloveni nel quale la convivenza era diventata un equilibrio impossibile. È una saga familiare, tra guerra, mare e passioni, radicamento e resistenza culturale, che attraversa le grandi fratture storiche del Novecento, dall’attentato di Sarajevo, alla dissoluzione dell’Impero asburgico, all’invasione della Polonia da parte di Hitler. A Fiume Marco Banzon, giovane erede di una dinastia di armatori dalmati, lotta per salvare il patrimonio di famiglia, tra deportazioni e confische. Grazie a legami internazionali e all’aiuto dello zio, emigrato nelle Puglie, riavvia l’attività mercantile, riacquistando l‘Iris, la nave che porta il nome della madre, l’unica fra le navi del padre a essere sopravvissuta alla guerra. Dall’esperienza dannunziana, al sogno aeronautico di Balbo, fra amori proibiti, perduti, e ritrovati, la vita di Marco incrocia politica, avventura e imprenditoria. Una narrazione intensa che, mescola sentimento e storia, tra multiculturalismo, nazionalismi, identità, conflitti e rinascite.
“Le donne e l’esodo giuliano-dalmata. Memorie di una storia dimenticata”, di Giuseppina Mellace
Il tema dell’esodo è spesso raccontato attraverso dati, date e dinamiche politiche, ma questo volume porta finalmente al centro le donne: madri, figlie, sorelle, profughe che affrontarono la perdita della casa, la separazione dagli affetti, la vita nei campi e il difficile processo di ricostruzione. Dopo l’introduzione storica, il libro ripercorre gli avvenimenti che hanno segnato il confine orientale dall’inizio degli anni Quaranta fino al dopoguerra, arrivando al 1975 con il Trattato di Osimo. Al centro della narrazione ci sono le testimonianze: dirette quando possibile, indirette quando l’età delle protagoniste non permette altro. Sono voci che restituiscono al lettore la vita quotidiana, le paure e la forza di chi ha vissuto quegli anni difficili. Il filo conduttore è rappresentato da due figure simboliche. La prima è Egea Haffner, la bambina ritratta nel celebre manifesto del Giorno del Ricordo, che l’autrice ha avuto modo di intervistare. La seconda è Licia Cossetto, costretta a lasciare l’Istria dopo aver riconosciuto il corpo della sorella Norma, vittima di una violenza atroce prima di essere gettata viva nella foiba di Villa Surani. Attraverso queste e altre storie, il libro mostra come molte donne, pur accolte spesso con diffidenza in un’Italia impreparata a comprenderle, siano riuscite a resistere e a non arrendersi. Basato su testimonianze, memorie e documenti, il libro mette in luce il ruolo femminile nella conservazione dell’identità italiana, nella salvaguardia delle tradizioni familiari e nella resilienza quotidiana, restituendo uno sguardo nuovo su una storia troppo spesso trascurata.
“Fiume, addio! L’epopea fiumana dalla Seconda guerra mondiale al grande esodo 1940-1954” di Marino Micich
Un’opera di respiro storico che ripercorre quattordici anni cruciali della storia fiumana: dal secondo conflitto mondiale alla definitiva partenza degli italiani. Il libro ricostruisce le tappe dell’occupazione, le trasformazioni politiche, le tensioni tra comunità, fino al grande esodo che segnò la fine della presenza italiana a Fiume. Grazie a una ricca documentazione e a una narrazione attenta al vissuto delle persone, “Fiume, addio!” testimonia un’epopea collettiva fatta di fedeltà, dolore e coraggio. L’autore Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume-Società di Studi Fiumani, torna in libreria dopo il successo di “Togliatti, Tito e la Venezia Giulia” il saggio in cui ha documentato con rigore il ruolo politico e militare svolto dal PCI nelle terre giuliane sotto la guida di Palmiro Togliatti.
Fra i titoli pubblicati di recente da Mursia sull’argomento meritano un’attenzione particolare anche “L’altra guerra” di Raffaella Cargnelutti -un romanzo storico potente che illumina uno degli aspetti meno raccontati della Seconda Guerra Mondiale: il coraggio e la forza delle donne nel contesto della Resistenza; tatto da una storia vera, liberamente ispirato al diario “Un anno di guerra: vita coi cosacchi” di Norina Canciani, il romanzo offre, attraverso un coro di voci femminili, uno spaccato toccante e autentico della Carnia durante il conflitto – e “Costretti all’esilio. Memorie di una bambina istriana.” di Nevia Mitton, la testimonianza diretta, intensa e limpida dell’autrice che racconta la sua storia da bambina di sei anni costretta a lasciare la propria casa e a vivere l’esperienza nei Centri Raccolta Profughi prima di ricominciare da capo in Italia.
Tra gli autori simbolo Piero Tarticchio, esule, artista e scrittore – insignito dell’Ambrogino d’Oro – autore Mursia di “Sono scesi i lupi dai monti”, “Maria Peschle e il suo giardino di vetro” e “La capra vicino al cielo”.
Con queste e numerosissime altre opere della collana “Testimonianze fra cronaca e storia”, che esamina tutti i fatti salienti dal 900 ai giorni nostri, Mursia conferma la propria volontà di dare voce alle storie istriane, fiumane e dalmate, valorizzando tanto la ricerca storica quanto le memorie personali. “Apolidi”, “Italiani in zona B” e “Nemici per la pelle” di Marco Coslovich, “Ci chiamavano fascisti, eravamo italiani” di Jan Bernas, “I partigiani di Tito nella resistenza italiana” di Marco Petrelli, “Pola Istria Fiume 1943-1945” di Gaetano La Perna, e “Capodistria addio” di Lina Derin questi solo alcuni degli altri titoli pubblicati dalla casa editrice sull’argomento.
