BIOLOGA NUTRIZIONISTA GRIECO A BORDO DELLA PROSSIMA AMERICA’S CUP

In occasione della prossima America’s Cup, che si terrà in Sardegna dal 21 al 24 maggioIlenia Grieco, biologa nutrizionista, sarà presente per seguire da vicino gli equipaggi e può offrire un focus sulla nutrizione nello sport professionistico.

Nella vela ad alto livello, la preparazione nutrizionale è fondamentale: deve essere personalizzata su ruolo, carichi di allenamento, tempi di recupero e orari delle sessioni in acqua. Ogni atleta deve essere sano, ben nutrito e metabolicamente efficiente. Quando si parla di prestazione sportiva, l’attenzione cade quasi sempre su allenamento, tecnica, preparazione mentale o attrezzatura. Eppure, negli sport di resistenza, e in particolare nella vela, la nutrizione è un fattore tanto determinante quanto poco raccontato.

“Nel ciclismo, nella maratona o nel triathlon il tema alimentare è ormai parte integrante della cultura sportiva – spiega la biologa nutrizionista Ilenia Grieco – Nella vela, invece, continua spesso a essere percepito come un aspetto secondario, nonostante le richieste fisiologiche siano estremamente elevate”»”. Questo paradosso nasce probabilmente da una visione romantica della vela: uno sport tecnico, strategico, quasi “silenzioso” dal punto di vista fisico. La realtà è molto diversa.

Le regate offshore, le navigazioni lunghe e persino le competizioni olimpiche impongono agli atleti carichi energetici importanti, stress prolungato, sonno frammentato, esposizione continua agli agenti atmosferici e lunghi periodi di attenzione cognitiva. In questo contesto, la nutrizione non serve soltanto a “fare energia”, ma diventa uno strumento di lucidità mentale, recupero, prevenzione degli errori e gestione della fatica.

Durante una regata lunga, il velista può trascorrere ore senza mangiare adeguatamente, spesso perché le condizioni del mare rendono difficile preparare cibo o semplicemente perché la concentrazione prevale sul senso di fame. Una perdita di lucidità mentale in mare può costare molto più di un calo fisico: una scelta tattica sbagliata, un errore nelle manovre o un ritardo decisionale possono compromettere ore di navigazione.

L’alimentazione degli atleti deve essere realmente cucita su misura – continua Grieco – sullo stile di vita, sui carichi di allenamento, sui tempi di recupero e sugli orari delle sessioni in acqua. Il primo passo consiste nella valutazione della composizione corporea, distinguendo massa magra e massa grassa, e nello studio delle abitudini alimentari, del sonno e delle richieste metaboliche specifiche della disciplina.

Nella vela di alto livello, come America’s Cup e Louis Vuitton Cup, il piano nutrizionale deve essere altamente personalizzato in base al ruolo a bordo. Grinder, timonieri, trimmer e membri dell’equipaggio affrontano esigenze molto diverse: alcuni ruoli richiedono elevata potenza muscolare e capacità anaerobica, altri lucidità mentale, rapidità di reazione, concentrazione prolungata e gestione dello stress in condizioni spesso estreme.