Sarà 1926 ECHOES il titolo della quinta edizione del Fiumicino Jazz Festival, organizzato dal Museo del Saxofono, che dal 30 agosto al 6 settembre 2026 celebrerà il centenario della nascita di quattro protagonisti assoluti della musica del Novecento: John Coltrane, Miles Davis, Franco Cerri e Nini Rosso. Un tema appunto dedicato ad artisti le cui opere continuano a vivere ben oltre la stagione in cui sono nate, attraversando le generazioni, alimentando nuovi linguaggi e continuando a ispirare musicisti, studiosi e appassionati. La celebrazione di quattro anniversari è legata da percorsi differenti, uniti dalla medesima capacità di trasformare la propria esperienza artistica in un patrimonio culturale condiviso: Coltrane e Davis hanno ridefinito il lessico del jazz contemporaneo, aprendo orizzonti espressivi destinati a influenzare la musica del secondo Novecento; Franco Cerri e Nini Rosso hanno lasciato un’impronta altrettanto significativa nell’immaginario musicale italiano, diventando figure familiari anche al grande pubblico.
Promossa dal Museo del Saxofono di Fiumicino – il più importante museo interamente dedicato al saxofono, custode di una collezione di strumenti storici unica al mondo – la manifestazione, con la direzione artistica di Attilio Berni, rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio musicale attraverso concerti, incontri, attività divulgative ed esperienze culturali capaci di coinvolgere pubblici diversi.
L’iniziativa prenderà avvio domenica 30 agosto con Conversaxioni, le visite guidate musicali che accompagneranno il pubblico alla scoperta della collezione permanente del Museo attraverso racconti, ascolti ed esecuzioni dal vivo. La serata proseguirà con l’Anteprima del Fiumicino Jazz Festival, che vedrà protagonista PIJI, cantautore, scrittore e performer, in dialogo con la giornalista RAI Timisoara Pinto. Un incontro tra parole e musica pensato per introdurre il pubblico ai temi di 1926 ECHOES, offrendo una chiave di lettura del progetto culturale che anima questa nuova edizione.
Il cuore della rassegna prenderà vita nel primo fine settimana di settembre con tre concerti concepiti come altrettanti capitoli di un unico racconto.
Venerdì 4 settembre sarà protagonista Michael Rosen con The Spiritual Voice – Omaggio a John Coltrane, un progetto dedicato alla figura del grande innovatore del jazz moderno. Saxofonista statunitense di riconosciuto prestigio internazionale, Rosen dedica da molti anni una parte significativa della propria ricerca artistica alla musica e al pensiero di John Coltrane, approfondendone non soltanto il linguaggio improvvisativo, ma anche la straordinaria visione artistica e umana. Il concerto propone una rilettura intensa e personale di un repertorio che continua a rappresentare uno dei vertici assoluti della storia del jazz.
Sabato 5 settembre sarà la volta di The Italian Sound – Omaggio a Franco Cerri e Nini Rosso, affidato al Delogu Quartet con la partecipazione straordinaria del trombettista Maurizio Oriente. Chitarrista, cantante, compositore e arrangiatore, Filippo Delogu è una delle personalità più versatili della scena jazz italiana contemporanea e guida un progetto che rende omaggio a Franco Cerri e Nini Rosso, due protagonisti che, con linguaggi differenti, hanno saputo portare il jazz e la musica italiana nell’immaginario collettivo del nostro Paese. Accanto a lui, Maurizio Oriente, interprete di lunga esperienza e profondo conoscitore del repertorio di Nini Rosso, contribuisce a restituire la ricchezza espressiva di una stagione fondamentale della musica italiana del Novecento.
La manifestazione si concluderà domenica 6 settembre con Kindred Modes – Omaggio a Miles Davis, interpretato dal Patrizio Destriere Quartet con la partecipazione straordinaria di Nicola Tariello. Saxofonista tra i più autorevoli della scena jazz nazionale, Patrizio Destriere propone un progetto dedicato all’eredità musicale di Miles Davis, artista capace di reinventare continuamente il proprio linguaggio e di trasformare in profondità la storia del jazz moderno. Al suo fianco, Nicola Tariello, considerato tra i più significativi trombettisti europei della sua generazione, offre una lettura intensa e contemporanea dell’opera davisiana, restituendone tutta la forza innovativa e il costante slancio verso la ricerca.
