Conoscere per rappresentare, misurare per valorizzare, raccogliere dati per costruire politiche di sostegno più efficaci. Nasce da queste esigenze “SPAZI CHE SUONANO – Atlante dei Live Club in Italia”, la mappatura nazionale realizzata da KeepOn LIVE e promossa insieme ad ARCI e Assomusica, presentata oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.
Nel corso della conferenza di presentazione sono intervenuti l’On. Matteo Orfini e l’On. Federico Mollicone, insieme alla cantautrice Daniela Pes.
I dati dell’Atlante restituiscono l’immagine di un settore che svolge una funzione culturale e sociale che va ben oltre l’organizzazione di concerti. L’80% degli eventi rilevati è a produzione diretta dei club, a conferma del loro ruolo attivo nella progettazione e nella realizzazione dell’offerta culturale; l’82,6% delle performance è dedicato alla musica originale, evidenziando il contributo di questi spazi alla diffusione della creatività contemporanea e allo sviluppo dei percorsi artistici.
La loro funzione si estende inoltre alla vita delle comunità: l’89% dei club svolge attività ulteriori rispetto alla musica dal vivo, confermandosi luogo di aggregazione, partecipazione e iniziativa culturale. A questo valore si accompagna, tuttavia, una fragilità economica strutturale: solo il 5% delle entrate proviene da finanziamenti e bandi, contro una media europea del 21%. Un dato che mette in evidenza la limitata incidenza del sostegno pubblico sulla sostenibilità del settore e la necessità di rafforzare strumenti capaci di riconoscere e sostenere il valore culturale, sociale ed economico generato dai live club.
L’Atlante offre una fotografia strutturata dell’ecosistema dei live club italiani, analizzandone la distribuzione geografica, le caratteristiche degli spazi, le attività, gli eventi e le performance musicali organizzate, i progetti artistici coinvolti e la partecipazione del pubblico. La ricerca considera anche il ruolo di lavoratori, collaboratori e volontari e gli aspetti economici legati alla sostenibilità dei club, restituendo un quadro del funzionamento del settore, delle sue specificità e delle principali criticità.
I dati raccolti costituiscono così una base conoscitiva condivisa per comprendere meglio il settore, evidenziarne le differenze territoriali e individuare esigenze e opportunità di sviluppo: un’opportunità dunque per rafforzare il riconoscimento del ruolo culturale, sociale ed economico dei live club e favorire il dialogo con le istituzioni per la definizione di politiche di sostegno più efficaci.
La mappatura adotta uno strumento di raccolta dati uniforme a livello europeo, utilizzato da Live DMA, principale rete europea dei locali di musica dal vivo, di cui KeepOn LIVE è membro attivo e rappresentante per l’Italia. I risultati confluiscono dunque in un report nazionale aggregato e contribuiscono al report annuale della rete, inserendo il quadro italiano in un contesto di confronto internazionale.
Così Carlo Parodi, Presidente di Assomusica: «Questo progetto nasce dall’esigenza di dare una dimensione concreta e misurabile alla realtà dei live club italiani. Disporre di dati strutturati significa rafforzare il riconoscimento culturale, sociale ed economico di questi spazi e creare basi solide per un confronto efficace con le istituzioni, a livello nazionale ed europeo. I live club sono veri e propri presidi strategici per lo sviluppo del settore musicale e per la crescita delle comunità: rafforzarli significa investire nella cultura come motore di sviluppo del territorio. Un investimento che genera valore, stimola l’economia locale e crea innumerevoli opportunità di lavoro».
«Come KeepOn Live siamo ormai molto esperti nella mappatura dei dati relativi agli spazi di musica dal vivo indipendenti – aggiunge Federico Rasetti, direttore di KeepOn Live -. In particolare sui live club, rappresentandone la maggioranza in Italia, svolgiamo da anni mappature a livello locale, regionale e nazionale. Tuttavia con “Spazi che Suonano” per la prima volta, grazie alla collaborazione con Assomusica e Arci, abbiamo potuto svolgere un’indagine di un’ampiezza e di una precisione inedite, grazie anche ad uno strumento d’indagine comune ai tutti paesi europei. Oggi grazie a questi dati, abbiamo la certezza che i live club producono un valore culturale e pubblico che va oltre la loro capacità di generare ricavi economici. Proprio per questo squilibrio tra il valore e le fragilità economiche ai quali sono esposti che tutelarli deve diventare una priorità per il pubblico, gli artisti e i territori, soprattutto quelli periferici».
Marco Trulli, Responsabile Cultura e Giovani di Arci nazionale, aggiunge: «La mappatura è uno strumento importante per raccontare una scena musicale fatta di spazi, competenze, partecipazione e anche volontariato che rischia di non essere rappresentata dentro ad un dibattito pubblico sulla musica dal vivo schiacciato sui grandi eventi e sulle piattaforme. Nei dati di “Spazi che Suonano” emerge un importante protagonismo delle realtà associative che promuovono musica dal vivo sul territorio contribuendo a far emergere nuove scene, nuovi linguaggi che difficilmente possono raggiungere altri palchi. Questa ricerca ribadisce ancora una volta il valore essenziale e formativo della musica come esperienza dal vivo, per questo però servono politiche nazionali e locali di sostegno e riconoscimento di questi spazi, della loro capacità di abitare i territori, animarli anche di notte, costruire socialità e partecipazione».
KeepOn LIVE, ARCI e Assomusica promuovono dunque un percorso condiviso per rafforzare la conoscenza del settore e rendere più riconoscibile il contributo dei live club alla filiera musicale italiana. L’Atlante si propone come uno strumento di lavoro per operatori, associazioni e istituzioni: una base comune da cui partire per trasformare la conoscenza del comparto in maggiore consapevolezza, rappresentanza e capacità di intervento a sostegno del futuro della musica dal vivo.
