Il monito: “Subiaco, rischio meno posti letto in chirurgia”

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“Emorragia continua: la sanità nelle province del Lazio continua a perdere pezzi, e a farne le spese sono i cittadini sempre più disorientati”. Questo il commento del presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che analizza quanto sta avvenendo all’ospedale di Subiaco, nella Asl Roma 5. La struttura, declassata dal decreto 80 del 2012 da sede di pronto soccorso a ‘presidio in zona altamente disagiata’, ha subito un taglio del 47% dei posti letto, sebbene sia distante decine di chilometri dal più vicino ospedale di Tivoli. Ultimamente è stata teatro di un piccolo giallo sanitario, per cui il 16 novembre sarebbero stati attivati, sembra all’insaputa della Regione Lazio, 10 posti letto Covid nell’ex reparto di chirurgia, smantellato per le necessità pandemiche, ora ripristinati con possibili consistenti riduzioni. “Apprezziamo il ripristino del reparto – commenta il presidente Maritato – ma ci preoccupa altresì la paventata soppressione di sei posti letto, che andrebbero a rafforzare le divisioni di Medicina degli ospedali di Colleferro e Tivoli. Ė evidente che la coperta corta non è sufficiente per soddisfare le esigenze di tutti. L’epidemia non ha insegnato nulla ai nostri amministratori. Non vorremmo – continua Maritato – che ciò fosse il preludio di un definitivo smantellamento di un reparto, come quello di chirurgia, assolutamente indispensabile per la comunità sublacense, in zona disagiata e già duramente colpita da tagli e soppressione di servizi”.    

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