Riarmo, I. Marino (AVS): “PD può fare campo largo con FI, ma da come hanno votato consiglio un approccio diagnostico. Paese frammentato su riarmo non è positivo”
“Dal voto sul riarmo possiamo dire che il PD di Elly Schlein il campo largo può farlo, ma con Forza Italia. Sulla politica estera votano allo stesso modo, vedo bene un’alleanza Schlein Tajani e Lupi. Io scherzando dissi che c’era nel PD un problema di schizofrenia, visto come hanno votato non mi esprimo. Ascoltiamo ogni giorno Schlein dire che i problemi dell’Italia sono la sanità e l’istruzione, però vota a favore di un riarmo di 800 miliardi. Poi dal voto è emerso anche un problema di dislessia, perché sul riarmo in sè hanno votato contro ma sulla risoluzione generale, che comprende anche il punto sul riarmo stesso, hanno votato a favore: non dico che debbano farsi curare, ma consiglio vivamente un approccio diagnostico”. Lo ha dichiarato ai microfoni di Radio Cusano il prof. Ignazio Marino, europarlamentare di AVS, intervenuto a ‘Battitori Liberi’, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano, in merito al voto sul riarmo europeo. E ha proseguito “va fatta una riflessione sul sistema paese. I cittadini oggi si preoccupano di poter fare l’esame radiologico per i tumori, non perdono il sonno per sapere se abbiamo o meno i cacciabombardieri. Piuttosto- sottolinea Marino- il problema è avere la maggioranza di governo che vota in tre modi diversi in Europa: il fatto che il paese si presenti frammentato su questioni del genere non è positivo”.
L’europarlamentare si sofferma poi sulla posizione europea “Bisogna riconoscere che c’è una maggioranza che sostiene il riarmo, ma io credo che manchi di alcune riflessioni. Potrebbe avere un senso armare un esercito comune, ma qui parliamo-spiega- di 27 paesi che hanno eserciti, strategie e posizioni diverse. Se l’intento è quello di aumentare la deterrenza, questa strategia non funziona. Se veramente la Russia volesse invadere l’Europa il suo valore, nonostante la spesa di 800 miliardi, rimarrebbe invariato. L’unico risultato sarebbe investire in strumenti di morte invece che in sanità e istruzione, tagliando fondi per destinarli a una guerra che fa 1200 morti al giorno” ha concluso Ignazio Marino.