Patrizia Audino, pioniera del judo femminile con l’ASD Fujiyama Velletri. Un simbolo di storia, coraggio e talento
Nel weekend del 29 e 30 novembre 2025, durante gli eventi regionali ospitati al PalaBandinelli di Velletri, la figura di Patrizia Audino è tornata al centro dell’attenzione, ricevendo un riconoscimento sentito per il ruolo fondamentale che ha avuto nella storia dell’ASD Fujiyama Velletri e nel panorama del judo femminile italiano. La sua presenza è stata uno dei momenti più emozionanti delle celebrazioni dedicate al 65° anniversario della storica società, fondata dal Generale Ezio Evangelisti.
Negli anni Sessanta, quando il judo era ancora considerato uno sport quasi esclusivamente maschile e la condizione femminile mancava di reale emancipazione, Patrizia Audino seppe affermarsi con una forza rara. In un contesto sociale che non favoriva la presenza delle donne nelle arti marziali, il suo percorso fu un atto di coraggio e determinazione, capace di infrangere barriere culturali e pregiudizi.
Il suo talento non passò inosservato: la stampa nazionale iniziò presto a parlarne come una delle più promettenti speranze del judo italiano. Quotidiani come Il Messaggero e Corriere dello Sport dedicarono articoli e citazioni alla giovane atleta veliterna, sottolineandone la tecnica, la costanza e la personalità. Un riconoscimento tutt’altro che scontato per l’epoca, che contribuì a dare visibilità al judo femminile quando ancora muoveva i suoi primi passi nel Paese.
Il palmarès di Patrizia Audino conferma la sua grandezza:
Primo Trofeo G.A.S.P. – 1966,
VII Trofeo Edera E.N.D.A.S. – 1967,
Coppa di Natale CONI FIAP – 1968,
titoli nei Campionati Regionali Femminili CRL FIAP.
In tutte le competizioni disputate, Audino si è sempre classificata al primo posto, dimostrando una continuità di rendimento e una superiorità tecnica che la posero stabilmente ai vertici nazionali del judo femminile dell’epoca.
Conclusa la carriera agonistica, Patrizia Audino non si è mai allontanata realmente dal judo: ha scelto infatti di promuoverne i valori tramite articoli e interventi pubblicati su diversi periodici, contribuendo ancora una volta alla diffusione culturale delle arti marziali.
La sua testimonianza al PalaBandinelli non è stata solo un omaggio alla memoria sportiva, ma anche un richiamo al valore che la sua figura rappresenta: una donna che, in un periodo di scarse tutele e limitate libertà, ha saputo imporsi in uno sport duro, complesso e all’epoca considerato “non per donne”. Una pioniera capace di aprire la strada a tante ragazze che oggi affollano i tatami, ispirate da un esempio scolpito nella storia.
In un fine settimana ricco di gare e partecipazione, il tributo a Patrizia Audino ha ricordato a tutti che il judo non è solo disciplina e competizione, ma anche memoria, identità e riconoscenza verso chi ha contribuito a costruirne il cammino. Un cammino che Patrizia Audino ha illuminato con passione, talento e coraggio.