Dimissioni a catena e paralisi amministrativa”: la maggioranza in crisi a Carpineto Romano
Le dimissioni dell’Assessora ai Servizi Sociali, seguite a distanza di poche settimane da quelle del Consigliere D’adamo (con delega Manutenzioni, Politiche abitative, Artigianato e Lavoro) non possono essere liquidate con il ricorso a formule evasive e rituali come le generiche “motivazioni personali”. Quando due figure centrali della stessa maggioranza abbandonano l’incarico nello stesso arco temporale, il problema non è individuale: è politico, ed è strutturale.
Siamo di fronte a un segnale inequivocabile di fragilità amministrativa. Una maggioranza che appare sempre più ripiegata su equilibri interni e traiettorie personali, incapace di esercitare quella funzione essenziale che le è stata affidata dai cittadini: governare con chiarezza, coerenza e responsabilità la comunità di Carpineto Romano.
Il dato è ancora più grave se si considera che entrambi gli esponenti dimissionari erano stati eletti nel 2019 e riconfermati nel 2024 all’interno dello stesso progetto politico che da sei anni guida il Comune. Un progetto che oggi mostra tutte le sue crepe, smentendo nei fatti la narrazione di stabilità e continuità proposta in campagna elettorale.
Al di là delle dichiarazioni ufficiali, appare ormai evidente che alla base di queste scelte vi siano divergenze politiche profonde e insanabili. Tensioni irrisolte, difficoltà nella gestione amministrativa, assenza di una direzione strategica: elementi che stanno emergendo con sempre maggiore evidenza e che si riflettono direttamente nella quotidianità della città.
L’immobilismo che caratterizza l’azione di governo è sotto gli occhi di tutti, in particolare sul fronte delle opere pubbliche. Scuola, Asilo nido, Casa di Comunità, riqualificazione del Ponte di Ferro, abbattimento delle barriere architettoniche nel centro storico, rifacimento dell’impianto sportivo: interventi annunciati come decisivi per lo sviluppo del paese e oggi prigionieri di ritardi inaccettabili e di una paralisi amministrativa che rischia di diventare cronica.
Come consiglieri di opposizione esprimiamo una profonda preoccupazione per l’impatto che questa crisi politica sta producendo sulla vita della comunità. Carpineto Romano è ferma. E una città che resta ferma mentre il tempo scorre non perde solo opportunità ma consuma fiducia, speranza e futuro.
Il “cambiamento” evocato a più riprese dall’attuale maggioranza si rivela, alla prova dei fatti, un contenitore vuoto, ridotto a slogan elettorale e privo di una reale capacità trasformativa.
Per queste ragioni chiederemo conto di quanto sta accadendo in Consiglio comunale, pretendendo risposte puntuali, trasparenza e un’assunzione piena di responsabilità. Governare una comunità non è esercizio di sopravvivenza politica, ma servizio pubblico.
E nessuna amministrazione ha il diritto di sacrificare il futuro di Carpineto Romano sull’altare dell’incapacità di pochi di custodire ciò che appartiene a tutti.
Comunicato stampa del Gruppo consiliare Democratici per Carpineto:
Niccolò Cacciotti
Luca Campagna
Silvia Carella
Gioia di Clemente