V Municipio, Fi: “il verde è il tallone d’Achille, altro che bonifiche”

V Municipio: il verde è il tallone d’Achille, altro che bonifiche

Faraonici progetti di riqualificazione ma la realtà di degrado e abbandono è sotto gli occhi di tutti

“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Questo antico proverbio esprime una lampante verità e, nel caso del V Municipio, potremmo parafrasarlo sostituendo al mare il verde. Si, perché sul nostro territorio, si sprecano le parole ridondanti, gli annunci che celebrano presunte bonifiche delle arre di parchi e giardini e che, nei fatti, sono soltanto specchietti per le allodole”. Lo dichiara Michel Emi Maritato, segretario di Forza Italia del V Municipio.

“Un esempio lampante è il Parco delle Energie alla ex Snia, un polmone verde al centro del quartiere Prenestino-Labicano, vero miracolo della natura ancora poco conosciuto alla generalità dei cittadini, su cui si fanno mirabolanti progetti ma che, attualmente, presenta condizioni poco dignitose”, incalza Maritato. “Amministrazione capitolina e V Municipio promettono mirabolanti riqualificazioni, connessioni con altre aree verdi e faraonici progetti – insiste il segretario – ma basta recarsi dentro all’area, cercare un posto per sedersi e la triste realtà è sotto gli occhi di tutti”.

“Non c’è una panchina che sia sana, i cestini dei rifiuti danno una patetica immagine di abbandono e trascuratezza e un’area che, con la minima manutenzione ordinaria potrebbe essere fruita con sollievo dai residenti appare come una landa desolata. E non è l’unica – tuona ancora Maritato – se ci spostiamo un po’ verso il parco di Tor Tre Teste, lo spettacolo è analogo se non peggiore, specie nei pressi dell’ex campo sportivo ‘Cervini’: una vera discarica e un teatro di violenze, che il V Municipio aveva promesso di bonificare e in cui continua lo sversamento di rifiuti”.

“Diciamo basta a questa inerzia mascherata da finto efficientismo, che si risolve soltanto in qualche post autoreferenziale. L’amministrazione municipale ha bisogno di una cura da cavallo, altro che riqualificazioni di facciata, una vetrina con cui Campidoglio e istituzioni di prossimità pensano di racimolare un consenso che i cittadini, maturi e attenti osservatori, non sono più disposti a barattare con false promesse”, chiosa il segretario.