Meloni, Roberto Capobianco (Conflavoro): “Imprese e lavoro, segnali positivi ma servono stabilità e competitività”
Le imprese italiane si muovono in uno scenario complesso tra costi energetici, tensioni geopolitiche e necessità di maggiore competitività. Ne parliamo con Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro, punto di riferimento per oltre 90 mila imprese italiane, per approfondire il tema delle politiche economiche e delle misure a sostegno del tessuto produttivo, elementi centrali per comprendere la direzione del Paese.
Presidente Capobianco, come valuta l’informativa del Presidente del Consiglio alla Camera “L’informativa del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni conferma un percorso che va nella giusta direzione, con risultati concreti sia sul fronte economico sia su quello occupazionale. I dati evidenziano un’Italia più solida e attrattiva, anche grazie alla resilienza del nostro tessuto produttivo. Accogliamo con favore interventi a tutela delle imprese come il Decreto bollette, che rappresenta un primo segnale sul tema dei costi energetici”.
Qual è il suo giudizio sull’andamento del mercato del lavoro nel nostro Paese? Il quadro occupazionale appare positivo e stabile, con livelli di occupazione elevati e un numero di assunzioni su livelli record. Si tratta di segnali incoraggianti che confermano una dinamica favorevole del mercato del lavoro. In questo contesto, siamo favorevoli all’adozione di misure volte a contrastare il fenomeno del lavoro povero, come annunciato dal Presidente Meloni, nonché al rafforzamento della contrattazione collettiva, che potrà contribuire a migliorare ulteriormente la qualità complessiva del lavoro”.
Quali sono oggi le principali preoccupazioni per il sistema produttivo? “Permane la preoccupazione per l’instabilità dello scenario internazionale, in particolare per le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente, che stanno impattando sulle catene di approvvigionamento e sui costi per le imprese. In un contesto così complesso è fondamentale rafforzare le misure di sostegno e garantire continuità e rapidità nelle decisioni”.
Che ruolo deve avere l’Europa in questa fase “Occorre continuare a lavorare in ambito europeo per garantire regole più pragmatiche e coerenti con le esigenze reali del sistema produttivo. Negli ultimi anni, un approccio eccessivamente ideologico alla transizione green ha penalizzato diversi settori, aumentando i costi e riducendo la competitività delle imprese europee, con il rischio di favorire fenomeni di dumping industriale a vantaggio di economie come quella cinese. Serve un cambio di passo che metta al centro sostenibilità, crescita ed equilibrio”.
Qual è la priorità per sostenere la crescita delle imprese? “È importante proseguire nel percorso di crescita già avviato, accompagnando le imprese con politiche stabili e orientate allo sviluppo, valorizzando il contributo che il sistema produttivo può offrire in termini di occupazione, innovazione e competitività. Le imprese rappresentano un pilastro fondamentale dell’economia e vanno messe nelle condizioni di affrontare le sfide attuali con strumenti adeguati e prospettive solide”.