Collegamenti insufficienti, mobilità cittadina a rischio, si ripristini immediatamente
“Continua la narrazione apologetica sulla futura linea G, ovvero la tranvia Termini-Giardinetti-Tor Vergata, decantata come infrastruttura moderna, capiente, efficiente e chi più ne ha ne metta. Fermo restando che, il capolinea, si attesta a ben 900 metri dal Policlinico”. Lo dichiara il presidente della Commissione Sviluppo e Smart City Michel Emi Maritato, che rileva altri aspetti del progetto.
“Non dubitiamo assolutamente sulla efficienza e modernità del progetto ma ci piace anche essere fedeli ai vecchi proverbi e stavolta diciamo ‘meglio un uovo oggi che una gallina domani’ dove l’uovo sta per la vecchia linea Roma-Giardinetti e la gallina sarebbe l’avveniristica G. L’interruzione della prima, prendendo a pretesto l’incidente del 4 marzo scorso, non ne può assolutamente giustificare la sospensione prima del tempo così come riteniamo inconcepibile la soppressione prevista inizialmente per il mese di giugno” tuona Maritato.
“Ne sanno qualcosa i residenti del Prenestino-Labicano, i commercianti, gli abituali frequentatori del V Municipio, enormemente penalizzati senza quella mano santa rappresentata dallo storico trenino. Attese che superano i 30 minuti per la linea di bus 105, sovraccarico del 409 divenuto un carro bestiame, difficoltà nei collegamenti: una vera deprivazione per il territorio”, attacca ancora il presidente.
“Centinaia le segnalazioni arrivate alle istituzioni ma il rimedio c’è, ci permettiamo di suggerire agli esperti di separare la gara per le nuove opere distinta dalla gestione del servizio ossia, senza alcuna interruzione dell’esercizio degli oltre 9 chilometri da Laziali a Giardinetti, intervento che si risolve in breve tempo e con bassi costi. Contestualmente, si riapra l’esistente tratta Laziali-Giardinetti e si vada avanti per almeno 3-4 anni, quelli che ottimisticamente servono per completare la nuova linea, mettendo in primo piano le esigenze di mobilità dei cittadini”, chiosa il presidente.