FISCO, U.BERTONELLI (ORA!): PENSIONI ELEVATE PER SQUILIBRIO DEL SISTEMA. SEPARARE PREVIDENZA E ASSISTENZA E’ FALSA SOLUZIONE

FISCO, U.BERTONELLI (ORA!): PENSIONI ELEVATE PER SQUILIBRIO DEL SISTEMA. SEPARARE PREVIDENZA E ASSISTENZA E’ FALSA SOLUZIONE

“Le pensioni italiane sono elevate, ma il punto centrale del dibattito pubblico in queste settimane, cioè ISEE, sussidi e separazione fra previdenza e assistenza, sposta il bersaglio. Intervenire sulle dinamiche di equità, soprattutto in riferimento alle pensioni più elevate di matrice retributiva, sarebbe una leva molto più efficace”, lo dichiara in una nota Umberto Bertonelli, membro della segreteria nazionale di ORA! e responsabile del programma del partito. E prosegue “sulle pensioni, chi sostiene che spendiamo troppo ha dalla sua dati oggettivi. La spesa pensionistica italiana è strutturalmente alta nel confronto internazionale” spiega Bertonelli. “Una parte importante è rappresentata da regimi vecchi e molto generosi che riconoscevano un rapporto fra pensione e ultimo stipendio attorno al 75%. Nel dibattito pubblico si tende spesso a trascurare un punto essenziale: in Italia il numero di pensioni erogate è significativamente superiore al numero dei pensionati, perché una parte consistente cumula più di un trattamento (vecchiaia più reversibilità, integrazioni varie, ecc..). Il pensionato medio percepisce, in genere, più di un singolo assegno, e questo amplifica il valore complessivo del trasferimento individuale”.
“A ciò si aggiunge un altro punto” avverte Bertonelli “non è vero che ‘ci siamo pagati’ le pensioni che percepiamo. Per chi è in regime retributivo o misto il calcolo regge poco. Anche assumendo l’aliquota contributiva attuale del 33% sulla retribuzione lorda versata per quarant’anni, e ricordando che nei decenni passati l’aliquota era significativamente più bassa, il montante che si accumula non è sufficiente a finanziare una pensione liquidata con il vecchio metodo retributivo, che dopo quarant’anni arriva al 75 % dell’ultimo stipendio”. Quindi “I contributi versati coprono figurativamente in media circa quattordici anni di pensione, a seconda delle varie ipotesi delle simulazioni. Lo squilibrio non è un’opinione, è il risultato di una formula di calcolo costruita per essere generosa, non attuarialmente neutrale. Anche il Sistema contributivo, peraltro, ha problemi propri: dal modo in cui è calcolata la speranza di vita, ai meccanismi di anticipo dell’uscita dal mercato del lavoro che si sono stratificati sopra il sistema teorico.”. E riguardo l’ISEE Umberto Bertonelli sottolinea “Difatto, il sistema è una giungla. L’Osservatorio Conti Pubblici Italiani (OCPI) ha contato diciannove benefici condizionati all’ISEE: dall’Assegno Unico Universale al bonus asilo nido, dall’esonero delle tasse universitarie al fondo prima casa under 36, dal bonus bollette al bonus elettrodomestici, dalla carta acquisti al bonus psicologo”. Secondo Bertonelli “occorrerebbe semplificare accorpando le diverse misure in un’unica prestazione, decrescente all’aumentare dell’ISEE”.
C’è poi una strada alternativa “quella seguita dai paesi nordici: investire sui servizi pubblici universali, dagli asili nido al doposcuola al tempo pieno scolastico. Un cambio di paradigma”. Infine “la proposta di separare previdenza e assistenza, risulta chiaro -dai conti degli specialisti- che si tratti di una falsa soluzione. L’INPS, nel proprio XXI rapporto annuale, scrive infatti che la distinzione è soprattutto un retaggio del dibattito nazionale e la Commissione tecnica Catalfo-Orlando conferma che separare nettamente le due voci è un’operazione ambigua e di utilità limitata. La separazione contabile non cambia di un euro il prelievo necessario sull’economia attiva. Cambia solo l’etichetta della casella.”, conclude Bertonelli.