È uno dei momenti più drammatici e oscuri della memoria condivisa, un autentico spartiacque che ha condizionato equilibri politici e non solo. Con il libro edito da All Around dal titolo “Storia segreta del caso Moro – Dall’operazione Fritz all’enigma Pacepa” (336 pagine, 18 euro), Stefano Romei ci riconsegna un fatto di cronaca mai dimenticato e superato.
Nonostante siano passati ormai 47 anni da quando le Brigate Rosse sequestrarono e uccisero Aldo Moro, i troppi misteri insoluti si intrecciano con una verità giudiziaria poco credibile. Il caso Moro è diventato un mosaico dalle infinite verità, con tante tessere mancanti, dove la narrazione centrale continua a essere quella rappresentata dal memoriale Morucci-Faranda che aveva sancito la chiusura definitiva degli anni di piombo; eppure quella narrazione si è dimostrata inesatta e parziale, come hanno stabilito sia la seconda commissione parlamentare d’inchiesta sul delitto Moro che la commissione antimafia.
Attraverso una chiave di lettura nuova, più internazionale e in linea con il recente indirizzo di ricerca sulla guerra fredda, Stefano Romei ha analizzato le principali incongruenze di quei 55 giorni, mettendo in evidenza il ruolo determinante delle cosiddette “terze forze”, alleate delle BR, come i tedeschi della RAF, nella pianificazione e realizzazione di quella operazione. La prefazione è di Guido Salvini.
