Magliocchetti (Federsanità Anci Lazio): “Distretti e consorzi sociali strumenti decisivi per rafforzare i Comuni”

Sanità territoriale, Magliocchetti (Federsanità Anci Lazio): “Distretti e consorzi sociali strumenti decisivi per rafforzare i Comuni”

“La costruzione di una vera governance sociosanitaria territoriale passa dal rafforzamento dei Distretti socio-sanitari e dalla capacità dei Comuni di lavorare insieme, facendo rete attraverso strumenti stabili e strutturati come i consorzi sociali”. È quanto dichiarato da Manuel Magliocchetti, segretario generale di Federsanità Anci Lazio, intervenendo questa mattina a Ventotene, nell’ambito del Training Camp 2026, nel panel dedicato alla riforma della governance sanitaria territoriale e alle implicazioni per le amministrazioni locali. L’incontro, rivolto a una qualificata platea di sindaci, assessori e consiglieri comunali provenienti da tutto il Lazio, ha rappresentato un momento di confronto sul ruolo strategico dei Distretti socio-sanitari e sul rapporto tra sanità, sociale e amministrazioni locali nella fase di transizione del welfare territoriale. Il panel, moderato da Magliocchetti, ha visto la partecipazione di Fulvio Viel, dirigente della Regione Lazio per l’Area Sistema Integrato dei Servizi Sociali, di Maurizio Ottaviani, direttore del Consorzio AIPES di Frosinone – tra le esperienze più consolidate nel panorama regionale – e, in collegamento, di Arturo Cavaliere, presidente di Federsanità e direttore generale dell’ASL di Frosinone. Abbiamo condiviso esperienze concrete e strumenti operativi – ha spiegato Magliocchetti – per accompagnare i Comuni in un percorso di maggiore integrazione sociosanitaria. In questa direzione si inserisce anche il lavoro che Federsanità Anci Lazio sta portando avanti insieme alla Regione Lazio per la definizione di una convenzione finalizzata al monitoraggio dei consorzi sociali e alla costruzione di strumenti di supporto e facilitazione per le amministrazioni locali”. – Secondo Magliocchetti, l’obiettivo è “favorire una sempre più ampia adesione dei Comuni ai modelli consortili, valorizzando le buone pratiche già esistenti e mettendo i territori nelle condizioni di affrontare in maniera più efficace le sfide sociali e sanitarie, soprattutto in una fase di profonda trasformazione dei servizi. L’integrazione tra sociale e sanitario – ha concluso – non può restare uno slogan: deve tradursi in strumenti concreti, governance condivisa e capacità amministrativa. I Comuni sono il primo presidio di prossimità e vanno messi nelle condizioni di esercitare pienamente questo ruolo”.