ECONOMIA, BOLDRIN (ORA!): PIU’ INVESTIMENTI E CONCORRENZA PER FAR CRESCERE GLI STIPENDI DEGLI ITALIANI
“Il salario reale italiano non ‘crolla’ per caso. Segue, nel medio periodo, la produttività del lavoro che nel nostro paese è sostanzialmente ferma da metà anni novanta (mentre in Francia, Germania e Spagna è cresciuta). Finché quella non riparte qualunque aumento nominale viene eroso dall’inflazione seguente, oppure genera disoccupazione. E non si arresta nemmeno indicizzando i salari, ma alzando il denominatore, ovvero facendo crescere il reddito nazionale. In assenza di una drastica inversione di tendenza prevedo ulteriori riduzioni dei salari reali negli anni a venire” lo ha dichiarato in un’intervista il segretario nazionale di ORA!, Michele Boldrin, esprimendosi sui temi economici di maggior impatto per il Paese. Boldrin si è quindi soffermato anche sul tema del lavoro, in particolare sul fenomeno migratorio dei giovani italiani all’estero affermando che “il salario non è l’unica cosa che spinge i giovani a partire, è solo la parte a noi visibile. Un neolaureato che va a Monaco o Amsterdam guadagna il doppio, ma trova soprattutto un mercato in cui conta ciò che sa fare, non chi conosce. In Italia i giovani scontano tre cose oltre allo stipendio: carriere bloccate da sistemi di anzianità e gerontocrazia, selezione per appartenenza invece che per merito e prospettive di crescita legate a un’economia stagnante. È una fuga razionale: l’emigrazione qualificata è la risposta di mercato al fatto che il rendimento del capitale umano in Italia è basso”.
Il segretario ha poi terminato l’intervista con uno sguardo sul tema pensionistico definendo “insostenibile l’idea di abbassare l’età pensionabile. La spesa pensionistica italiana è già tra le più alte al mondo, per giunta con un rapporto tra popolazione anziana e attiva in peggioramento. In un sistema a ripartizione come il nostro – spiega – i contributi versati dagli attivi devono coprire le pensioni pagate ai pensionati. Aumentando il numero di pensionati e riducendo quello degli attivi, serve continuare a tassare i giovani o abbassare le pensioni. Abbassare l’età pensionabile fa esattamente il contrario di ciò che serve. L’unica soluzione coerente è quella già dentro il sistema contributivo: età di uscita legata all’aspettativa di vita. I populisti trasversali (Lega, M5S e pezzi di sinistra) promettono un pasto gratis che pagano però i trentenni di oggi, che quella pensione infatti non la vedranno” ha concluso Michele Boldrin.