Decreto Pa, Confeuro: “Piano alloggi rurali è buon primo passo ma da solo non basta”
“Il piano per gli alloggi destinati ai lavoratori agricoli, previsto nel Decreto Pa varato dal Consiglio dei Ministri, rappresenta una buona notizia e un primo segnale concreto nella lotta al caporalato. Un intervento atteso, che arriva però dopo un’occasione mancata: quella del PNRR, la cui gestione delle risorse dedicate a questo ambito si è rivelata ampiamente insufficiente”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro- Confederazione Agricoltori Europei. “Intervenire sul tema dell’abitazione significa agire su uno dei principali elementi di ricattabilità dei lavoratori agricoli. Garantire alloggi dignitosi e regolari può contribuire in modo significativo a indebolire il sistema dello sfruttamento e dell’intermediazione illecita. Tuttavia – prosegue Tiso – non possiamo pensare che questa misura, da sola, sia risolutiva. È necessario costruire una strategia strutturale, fondata su una governance territoriale che coinvolga istituzioni, associazioni agricole, enti del Terzo Settore e organismi locali, così da assicurare trasparenza nella gestione e nell’assegnazione degli alloggi”. Per Confeuro è inoltre fondamentale affrontare un altro nodo cruciale: “Occorre garantire ai lavoratori anche un sistema di trasporto sicuro ed efficiente tra il luogo di residenza e quello di lavoro, perché troppo spesso è proprio il controllo degli spostamenti a rafforzare il potere dei caporali. A questo va affiancata la tutela di un giusto costo del lavoro e di condizioni contrattuali dignitose. Solo attraverso un programma organico, capace di integrare casa, mobilità, legalità e diritti, sarà possibile contrastare davvero lo sfruttamento nei campi e restituire dignità al lavoro agricolo. In questa sfida è fondamentale anche rafforzare i controlli sul territorio e promuovere una maggiore collaborazione tra istituzioni e parti sociali, affinché la legalità diventi un valore condiviso e una garanzia concreta per imprese, agricoltori e lavoratori”, conclude il presidente Tiso.