ALIMENTARE, P.PAGANINI (COMPETERE): IL CIBO E’ INFRASTRUTTURA STRATEGICA. ITALIA ED EUROPA LO RIMETTANO AL CENTRO
“Parliamo di sicurezza energetica, digitale e militare, ma dimentichiamo l’infrastruttura che ogni giorno garantisce nutrizione e sicurezza alimentare. Il settore lattiero-caseario e, più in generale, l’intera filiera agroalimentare devono essere riconosciuti come infrastrutture strategiche dell’Italia e dell’Europa”. Lo ha dichiarato Pietro Paganini, presidente di Competere e professore alla Temple University di Philadelphia, intervenendo all’IFCN Dairy Conference, appuntamento internazionale che si svolge a Parma dedicato all’economia e al futuro del settore. “Negli ultimi anni-ha proseguito- abbiamo compreso che energia, reti digitali, materie rare e difesa sono infrastrutture strategiche. Continuiamo invece a considerare agricoltura, allevamento, trasformazione e distribuzione alimentare come settori economici tra gli altri. È un errore: senza un sistema capace di produrre e distribuire cibo sicuro, accessibile e nutriente non esiste sicurezza nazionale né autonomia strategica”. Il settore lattiero-caseario, secondo Paganini, “rappresenta bene questo paradosso.Dietro un litro di latte ci sono allevamento, salute animale, ricerca, tecnologia, energia, trasformazione, sicurezza alimentare, catena del freddo, logistica e commercio. Quando il prodotto arriva sullo scaffale, però, gran parte di questo valore scompare agli occhi del consumatore. È quello che chiamo Dairy Value Gap: il valore creato è enorme, quello percepito molto più limitato. Il consumatore vede il prodotto e il prezzo, molto meno l’infrastruttura che li rende possibili”, ha spiegato.
Per Paganini serve quindi un cambio di prospettiva. “Il settore energetico ha imparato a non parlare soltanto di kilowatt, ma di sicurezza, resilienza e autonomia strategica. Il lattiero-caseario e, più in generale, il settore agroalimentare non devono più parlare soltanto di litri o grammi e iniziare a parlare anche di nutrizione e resilienza alimentare. La questione- ha aggiunto- riguarda l’intero agroalimentare italiano ed europeo. Investiamo giustamente enormi risorse nella sicurezza energetica, nella tecnologia, nelle reti e nella difesa. La sicurezza alimentare deve avere la stessa centralità strategica. Non possiamo ricordarci dell’agricoltura e dell’industria alimentare soltanto quando aumentano i prezzi o si interrompono le forniture” ha chiosato Paganini secondo cui “anche il dibattito pubblico e mediatico deve cambiare. L’Europa dispone di un’infrastruttura agroalimentare costruita in decenni di investimenti, ricerca, competenze e capacità industriale. Proprio perché funziona ogni giorno, abbiamo finito per darla per scontata. È tempo di riportare cibo e industria agroalimentare al centro dell’agenda politica, economica e mediatica europea”.
Lo stesso approccio dovrebbe valere per il futuro delle proteine. “Non serve una guerra tra proteine animali e vegetali-osserva il Presidente Paganini- ma serve la coesistenza proteica: competizione che stimola innovazione, diversità che rafforza la resilienza e scelta che aumenta l’autonomia del consumatore. La sfida per il lattiero-caseario e per l’intero agroalimentare europeo-ha concluso- è passare dal prezzo al valore, dai volumi alla nutrizione e dalla difesa alla leadership. Il cibo non è semplicemente ciò che troviamo sullo scaffale: è un’infrastruttura strategica e come tale deve essere trattata”.