Energia, (ORA!) “La politica non sta costruendo ricchezza. Problema energia è strutturale”.

Energia, (ORA!) “La politica non sta costruendo ricchezza. Problema energia è strutturale”.
“C’è un istinto profondo e trasversale nella politica italiana: quello di difendere una rendita che già esiste piuttosto che costruire una ricchezza che ancora non c’è. Il caro carburante è un caso lampante, che dietro un problema apparentemente fiscale ne nasconde uno di cultura economica”. È quanto si legge in un intervento sul SOLE 24 ORE a firma di ORA!, partito di Michele Boldrin. L’articolo prosegue “il taglio delle accise previsto per attutire il caro carburante, inizialmente nato come misura eccezionale, è diventata una misura permanente sotto forma di continue proroghe. Non è stata una strategia, ma un inseguimento al rialzo del prezzo che non faceva altro che rimandare la decisione. La cosa peggiore è che non risolve nulla, perché appena le proroghe scadono il prezzo torna al punto di partenza”. ORA! si sofferma quindi sulle motivazioni dell’errore di tale scelta, affermando che “il carburante non costa di più per colpa dei rincari della filiera, ma perché l’IVA sul rincaro supera lo sconto. Ecco perché il taglio delle accise serve a poco, non elimina il rincaro ma lo sposta solo dalla pompa al bilancio, a discapito di tutti i contribuenti. Ma il governo ha difeso comunque la rendita delle proroghe, nonostante pochi anni fa la stessa Presidente del Consiglio la definiva una misura iniqua, e l’opposizione ha continuato a invocare la tassa sugli extraprofitti. In entrambi i casi nessuno propone di creare qualcosa di nuovo”. “il nodo-conclude il pezzo- non è quanto lo Stato spende, ma dove mette le risorse. Invece di difendere il consumo di oggi bisogna costruire la capacità produttiva di domani. Dobbiamo prendere esempio dal Giappone, che con meno della nostra spesa per il taglio delle accise ha costruito una filiera sui semiconduttori avanzati che darà valore per decenni. Non che non si possa intervenire sul carico fiscale, ma va fatto in modo strutturale”.