DIETA MEDITERRANEA, PAGANINI: «LA SALUTE NON SI COSTRUISCE CON LE ETICHETTE»

DIETA MEDITERRANEA, PAGANINI A COPENAGHEN: «BASTA SEMAFORI, SERVONO ROTONDE. LA SALUTE NON SI COSTRUISCE CON LE ETICHETTE»

“Odio i semafori, amo le rotonde. Anche quando si parla di nutrizione e salute pubblica. I semafori ci dicono quando fermarci e quando procedere. Le rotonde hanno regole condivise, ma richiedono alle persone di osservare, valutare e assumersi la responsabilità delle proprie decisioni. È questa la filosofia che dovremmo recuperare nelle politiche di prevenzione e nutrizione”. Lo ha dichiarato Pietro Paganini, Presidente di Competere.eu e docente alla Temple University, intervenendo a Copenaghen alla conferenza internazionale Positive Nutrition: Mediterranean and Nordic Dietary Models – Innovation and Sustainability for Future Food Systems, organizzata dall’Ambasciata d’Italia in Danimarca e dal Nordic Council of Ministers.
Nel corso del panel, dedicato al confronto tra i modelli alimentari mediterraneo e nordico, Paganini ha invitato a superare le rappresentazioni nostalgiche della dieta mediterranea e le classificazioni semplicistiche degli alimenti. “La dieta mediterranea non è un menù, è un metodo. Non è un elenco immutabile di ricette o prodotti tradizionali, ma uno stile di vita fondato su moderazione, varietà, movimento e convivialità. Un patrimonio culturale che si è continuamente evoluto, anche grazie all’innovazione, alla trasformazione alimentare e allo sviluppo della filiera industriale italiana”.
Da qui la critica alle politiche nutrizionali contemporanee. “Il Nutri-Score e le classificazioni degli alimenti in base al grado di trasformazione-ha sottolineato Paganini- rischiano di ridurre la complessità della nutrizione a giudizi semplicistici sui singoli prodotti. Trasformare un alimento non significa necessariamente renderlo meno sano. L’industria alimentare italiana contribuisce alla sicurezza, alla qualità, all’accessibilità e alla diversità dell’offerta alimentare. Demonizzare la trasformazione significa ignorare una componente fondamentale del progresso alimentare”.
Per Pietro Paganini, la prevenzione deve tornare a concentrarsi sulle persone anziché sulle classificazioni. “Etichette, tasse sullo zucchero e riformulazione possono modificare il mercato, ma non necessariamente migliorare la salute. Servono educazione, responsabilità individuale e prevenzione personalizzata. Nutrizione di precisione, intelligenza artificiale e dispositivi indossabili possono aiutarci a comprendere meglio le nostre esigenze e a scegliere consapevolmente”. La tecnologia dovrebbe dunque “potenziare la libertà individuale, non sostituirsi alla nostra capacità di giudizio. Il confronto tra dieta mediterranea e nordica dimostra che non esiste un unico modello alimentare valido per tutti. Il futuro della nutrizione non è insegnare a tutti a mangiare nello stesso modo, ma mettere ciascuno nelle condizioni di trovare il proprio equilibrio”.