Carceri, Droghei (Pd): a Rebibbia una detenuta muore di overdose. Emergenza non più rinviabile
“La morte per overdose di una detenuta di 59 anni nel carcere femminile di Rebibbia, e il ricovero di un’altra donna, rappresentano un fatto gravissimo che impone una riflessione immediata e interventi concreti”. – Lo dichiara Emanuela Droghei, consigliera regionale del Partito Democratico del Lazio – “In assenza di strutture sociali adeguate le nostre carceri sono diventate il ricettacolo di tutte le marginalità. A questo si aggiunge una diffusione sempre più preoccupante delle sostanze stupefacenti negli istituti penitenziari, con conseguenze drammatiche per la salute delle persone detenute e per la sicurezza di chi vi lavora. Solo pochi giorni fa – ricorda Droghei – il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, visitando proprio la sezione femminile di Rebibbia, ha sottolineato come qui vengano sviluppate iniziative ‘emblematiche ed esemplari’, avvertendo però che non è dovunque così e che esistono carceri con condizioni totalmente inaccettabili. Le parole del Capo dello Stato rendono ancora più evidente la distanza tra le esperienze virtuose e una realtà che, troppo spesso, resta segnata da abbandono e mancanza di controllo. Non bastano annunci o interventi simbolici – conclude Droghei – servono investimenti strutturali: più personale, più presidi sanitari, prevenzione e reali percorsi di cura per le dipendenze. Il carcere non può essere un luogo di morte, ma deve tornare a essere uno spazio di legalità, sicurezza e dignità”.