Mestre, prof. taglia i capelli a due alunne. Così Boldrin e Scalfi (ORA! ): chiediamo provvedimenti immediati e una riforma strutturale del sistema scolastico italiano.
“L’episodio della docente supplente dell’Istituto Bellini di Mestre, che ha tagliato una ciocca di capelli a due studentesse di terza media davanti ai compagni, ci indigna profondamente. È un atto inaccettabile che lede la dignità fisica e psicologica di minori in un luogo che dovrebbe garantire sicurezza e crescita. Confidiamo che l’accertamento dei fatti e delle responsabilità faccia il suo naturale corso”. Michele Boldrin, Segretario Nazionale del partito ORA! e Laura Scalfi, responsabile istruzione e membro della segreteria nazionale del partito, esprimono in una nota diffusa alla stampa piena solidarietà alle ragazze e alle loro famiglie. “Umiliare una studentessa in classe è un abuso di potere mascherato da didattica. È l’esatto contrario dell’educazione. Questa vicenda, tuttavia-si legge ancora nella nota- ci impone di guardare oltre il singolo episodio per denunciare una criticità strutturale del nostro Paese: il sistema di reclutamento basato su graduatorie e supplenze. Oggi-spiegano Boldrin e Scalfi-150.000 insegnanti operano nelle scuole con incarichi temporanei, spesso assegnati senza un’adeguata verifica delle competenze relazionali e pedagogiche. Il problema non è essere supplenti, ma avere un sistema che inserisce nelle aule personale senza garantirne la solidità professionale e umana”. Per questo, ORA! chiede con urgenza “il superamento delle graduatorie: le assunzioni cioè devono basarsi su colloqui e portfolio, permettendo agli istituti di valutare l’idoneità del candidato anche sul piano pedagogico, psicologico e relazionale; una formazione iniziale seria, quindi un percorso universitario abilitante e strutturato, che includa solide basi di psicologia dell’apprendimento e gestione della classe; infine, valutazione continua dei docenti: un sistema non punitivo ma orientato alla crescita professionale, che integri osservazioni in aula, feedback degli studenti e indicatori di qualità didattica. Un sistema che non valuta non può migliorare. Le studentesse di Mestre-conclude la nota di ORA!-meritano rispetto e piena tutela. La scuola italiana necessita di una riforma che non si limiti a chiudere le forbici, ma che apra finalmente un futuro diverso”.