“Lo sfruttamento per propaganda politica della cosiddetta ‘famiglia del bosco’richiede chiarezza sui principi fondamentali che regolano la crescita e latutela dei minori nel nostro Paese. In questo caso sono stati commessi moltierrori da parte delle istituzioni ma anche la ribalta mediatica del diritto alfai da te educativo non è una risposta responsabile”, così in una nota LauraScalfi, responsabile istruzione e membro della segreteria nazionale di ORA!,partito guidato da Michele Boldrin. “L’istruzione è un diritto inalienabile perogni bambino e bambina ed è un obbligo costituzionale” precisa. “Nessuna sceltadi vita può privare un minore degli strumenti culturali, sociali e relazionalinecessari per affrontare il proprio futuro in modo libero e consapevole. L’educazioneparentale (o homeschooling) non può mai tradursi in un fai da te improvvisato eslegato da ogni regola. È una scelta normata da procedure chiare, come ladimostrazione delle capacità tecniche o economiche dei genitori e l’obbligo disottoporre i minori a esami di idoneità annuali”. Questo, secondo Scalfi, “agaranzia di un’istruzione adeguata agli standard nazionali e rispettosa deldiritto all’apprendimento. Le istituzioni-spiega- non devono limitarsi aintervenire in fase repressiva. La divisione della famiglia e l’allontanamentodei figli hanno effetti traumatici a lungo termine sui minori. Le istituzioni,piuttosto, hanno il dovere di accompagnare i genitori verso la consapevolezzadelle proprie responsabilità genitoriali ed educative. Sostenere le famigliecon dialogo e mediazione, per prevenire l’isolamento e l’alienamento dalleistituzioni, è l’obiettivo primario dei servizi sociali”. La vera tutela del minore si realizza “quandolo Stato riesce a garantire il diritto all’istruzione e alla socialità,salvaguardando al contempo, con ogni mezzo possibile, i legami affettivi el’unità familiare”, conclude.