Pnrr tra limiti e prospettive, la riflessione del Segretario di Ora! Boldrin

PNRR, BOLDRIN (ORA!): SPRECO EVIDENTE, ASSENZA DI PROGETTAZIONE REALISTICA

“Lo spreco del PNRR, strumento che in verità avrebbe potuto invertire la rottadi un’Italia ferma grazie alla più grande iniezione di risorse esterne nella storia repubblicana, è sotto gli occhi di tutti. Non abbiamo saputo programmare, spendere abbastanza, né spendere bene”, così in una nota MicheleBoldrin, segretario nazionale di ORA! e candidato sindaco di Venezia, a proposito delle risorse del PNRR che a suo dire “ha sofferto di una progettazione poco realistica tanto che a fine 2025 era stata spesa circa la metà della cifra prevista, con sei missioni su sei in ritardo. Non per colpa dell’Europa o dei mercati-precisa- ma di un’amministrazione pubblica che non sa certificare nè controllare. La Corte dei Conti evidenzia infatti criticità a causa di verifiche tardive e sistemi poco efficaci nella prevenzione di irregolarità e rischi di doppio finanziamento con altri programmi europei”.Boldrin ha poi proseguito “i due governi di sinistra e di destra, invece di riformare quella macchina, hanno preferito aggirarla spostando fondi per progetti complessi su incentivi fiscali facili da erogare e da rivendicare incampagna elettorale”. E sottolinea “un restringimento dell’ambizione originaria, con concentrazione su misure facilmente realizzabili-invece di investire sul futuro- e che in molti casi richiederanno coperture di bilancio continuative e aumento della spesa strutturale, quindi difficilmente sostenibili.  Oggi la maggioranza litiga sul se e come violare il Patto di stabilità” spiega Boldrin. “Quando più della metà dell’economia transita per la mano pubblica il mercato non respira, le imprese innovative emigrano o non nascono e i cittadini diventano dipendenti da bonus che qualcun altro pagherà. Questo accade quando non si sceglie di tagliare la spesa corrente improduttiva, di investire in istruzione tecnica e ricerca con criteri di risultato verificabili e di riformare la PA partendo dalla responsabilità individuale dei dirigenti e smettere di usare i fondi europei come tappabuchi del bilancio ordinario. La crescita zero non è unafatalità: è una scelta politica reiterata”, ha concluso Michele Boldrin.