LAVORO, BOLDRIN (ORA!): DECRETO PRIMO MAGGIO AGGIRA PROBLEMI. SERVONO SCELTE CORAGGIOSE, NON MANCE ELETTORALI
“In Italia una madre su tre lascia il lavoro dopo il primo figlio. I giovani vanno all’estero a ritmo di 100 mila netti l’anno. I salari reali non crescono da trent’anni, e ogni anno la risposta è la stessa: bonus,voucher, sgravi fiscali alle aziende, welfare aziendale. Mille modi creativi per aggirare i problemi invece di risolverli”. Così in una nota Michele Boldrin, Segretario nazionale di ORA! e candidato sindaco di Venezia, a proposito del decreto primo maggio approvato dal consiglio dei ministri martedì scorso. E prosegue “ partiamo dai numeri: il cuneo fiscale italiano è al 47,1%, quarto posto su 38 paesi OCSE, contro una media del 34,9%. Un lavoratore che costa 30 mila euro all’azienda ne porta a casa meno di 17 mila. È una delle ragioni per cui i talenti italiani lavorano ad Amsterdam, Dublino, Berlino: non perché l’Italia non piaccia, ma perché altrove lo stesso lavoro vale molto di più in busta paga. E quando una donna decide di avere un figlio-sottolinea Boldrin- il sistema crolla”. A cominciaredai “nidi che non ci sono: al Sud la copertura è al 19%, al Nord al 39% e il congedo di paternità è di 10 giorni in Italia, contro le 19 settimane in Spagna. E la risposta del Parlamento? Nuovi sgravi fiscali per chi apre un asilo aziendale. Bella idea se lavori in una grande impresa del Nord, dove la copertura nidi è già al 39%. Inutile se sei al Sud, dove non ci sono né i nidi né le imprese abbastanza grandi per costruirseli” precisa Boldrin e rilancia “se si riuscisse nell’impresa di consolidare tali politiche oltre a migliorare la situazione economica familiare e individuale ne gioverebbe anche la salute economica italiana. In Europa l’occupazione media femminile si aggira attorno al 65,7%mentre quella italiana, tra gli stati europei, è una delle più basse 52,5%; si stima che un riallineamento di questo valore alla media europea porterebbe nelle casse dello stato 11 miliardi di euro”. Per Michele Boldrin dunque “servono scelte coraggiose perché, in caso non fosse ancora chiaro, regalare bonus e mancette elettorali oltre che ad essere inutile è anche dannoso. Quello che proponiamo è: taglio strutturale del cuneo fiscale sui redditi medio-bassi, più soldi in busta paga ogni mese, non una tantum, finanziato da una revisionedella spesa pubblica e da una rimodulazione del sistema previdenziale; sblocco immediato dei fondi PNRR per i nidi, con priorità al Mezzogiorno; congedo parentale obbligatorio e paritario, lungo, ben retribuito, esteso anche ad autonomi e forfettari; infine, eliminare detrazioni e agevolazioni inutili per finanziare servizi veri dove non esistono”. E conclude “il lavoro si rispetta con salari più alti e servizi che funzionano. Non con le mance elettorali”.