Ariccia, il Grand Tour continua a raccontare la città: la scrittrice americana Jenna Cymansky Douglas alla scoperta della Locanda Martorelli

Ariccia, il Grand Tour continua a raccontare la città: la scrittrice americana Jenna Cymansky Douglas alla scoperta della Locanda Martorelli

Ad Ariccia, dopo il congresso internazionale di archeologia svoltosi a Malaga, in Spagna, all’inizio del mese di giugno e dedicato anche alle più recenti scoperte archeologiche sul territorio (i cui atti saranno prossimamente pubblicati), il mese di luglio ha riservato un altro importante momento di approfondimento culturale.

Protagonista dell’incontro è stata la scrittrice americana e storica dell’arte Jenna Cymansky Douglas, di origini italiane e polacche, che ha recentemente scelto di trasferirsi ad Ariccia.

«Ho ricevuto una mail con la quale Jenna mi raccontava di essere venuta ad abitare di recente ad Ariccia – racconta Maria Cristina Vincenti – esattamente al secondo piano dell’edificio che tra il Settecento e i primi del Novecento ha ospitato la Locanda Martorelli».

L’edificio custodisce al primo piano il celebre ciclo pittorico decorativo realizzato nella seconda metà del Settecento dal pittore polacco Taddeo Kuntze. Dal 2009 l’Archeoclub Aricino Nemorense APS, aderendo alla Settimana della Cultura promossa dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, ha avviato un’attività costante di visite guidate e di salvaguardia del ciclo pittorico, in collaborazione con gli enti competenti e con le diverse amministrazioni comunali che si sono succedute.

Nel 2019, durante l’amministrazione del sindaco Roberto Di Felice, fu realizzato all’interno della Locanda Martorelli l’allestimento museale dedicato alla Via Appia Antica, oggi Patrimonio Mondiale UNESCO, e al Grand Tour, contestualmente al restauro delle pitture murarie sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni Artistici.

Ma la storia continua a riservare nuove sorprese. Al secondo piano dell’edificio, infatti, sono conservati piccoli dipinti nelle strombature delle finestre: uno raffigura una delle fontane del Bernini in Piazza di Corte, mentre altri rappresentano Venezia e suggestivi paesaggi nordici. Secondo Alberto Silvestri, tali opere potrebbero essere attribuite a Ernst Meyer, pittore danese autore anche delle pitture murarie del terzo piano e del ritratto di Antonio Martorelli, oggi esposto in copia nella Sala I della Locanda Martorelli.

I protagonisti del Grand Tour continuano così a “parlare” attraverso le memorie, le opere d’arte e i racconti custoditi nello storico edificio seicentesco affacciato su Piazza di Corte. Ariccia, antica Aricia, rappresentava infatti la prima importante tappa lungo la Via Appia dopo Roma e fu meta privilegiata di viaggiatori, artisti e letterati, da Orazio a Wolfgang von Goethe, che contribuirono a renderla una delle destinazioni più affascinanti dei Colli Albani. Ancora oggi il fascino della campagna romana e gli straordinari panorami che si aprono fino al Mar Tirreno raccontano la bellezza che ha ispirato generazioni di viaggiatori.

«La storia di Ariccia continua a regalarci nuove emozioni e nuove opportunità di valorizzazione del nostro patrimonio culturale – dichiara il Sindaco Gianluca Staccoli –. La Locanda Martorelli rappresenta uno dei luoghi simbolo della nostra identità e del legame con il Grand Tour europeo. È motivo di grande soddisfazione vedere come studiosi e ricercatori provenienti da tutto il mondo continuino a scegliere Ariccia per approfondire la conoscenza della sua storia e delle sue straordinarie testimonianze artistiche. Continueremo a sostenere ogni iniziativa che contribuisca a promuovere e valorizzare un patrimonio che appartiene non solo alla nostra comunità, ma all’intera cultura europea.»