Immobiliare: indagine Fimaa Confcommercio, per 2026 a Roma stima +0,8 per cento compravendite
Il mercato residenziale di Roma e del Lazio si avvia a chiudere il 2026 in una fase di consolidamento e stabilità. Secondo l’indagine realizzata da FimaaConfcommercio Roma e Lazio, dopo il deciso recupero del biennio 2024-2025, i volumi di compravendita nella Capitale si mantengono sui livelli più elevati degli ultimi anni. Per il 2026 – si legge in una nota dell’associazione di categoria – si prevedono 37.600 transazioni (+0,8 per cento sul 2025), accompagnate da un incremento medio dei prezzi di compravendita del +2,3 per cento (con valori del +3,5 per cento per le
nuove costruzioni). Nel secondo trimestre del 2026, i prezzi delle abitazioni a Roma hanno registrato un’accelerazione su base annua pari al +6,4 per cento, con la componente del nuovo che segna un incremento dell’8,3 per cento a fronte del +6 per cento dell’usato, riflettendo la forte richiesta di immobili ad elevata efficienza energetica e una limitata disponibilità di prodotto qualificato.
Il mercato delle compravendite a Roma “si conferma sostanzialmente solido, sorretto dalla funzione della casa come primario bene rifugio (41,5 per cento delle risposte) e dall’interesse per le abitazioni green e di nuova costruzione”, spiega il presidente di Fimaa Roma, Maurizio Pezzetta. “Tuttavia – aggiunge -, emergono chiare criticità che frenano la piena accessibilità all’acquisto, prime tra tutte l’ampliarsi del divario tra prezzi di vendita e redditi familiari, la rigidità nell’accesso al credito e la progressiva svalutazione degli immobili usati meno efficienti, che necessitano di interventi di ristrutturazione e rigenerazione. L’aumento dei tassi di interesse registrato a settembre scorso
rappresenta poi un ulteriore fattore di cautela che impone politiche a sostegno della domanda e dell’offerta”.
Il comparto delle locazioni – prosegue la nota – si conferma l’area di maggior pressione del sistema abitativo romano e laziale. Nel secondo trimestre 2026 le nuove stipule a Roma sono cresciute del +6,1 per cento (per 12.934 nuovi contratti), ma l’offerta continua a risultare fortemente insufficiente a coprire la domanda (il 63,8 per cento degli operatori laziali segnala richieste in aumento a fronte del 45,5 per cento che rileva un calo dell’offerta). Nei primi sei mesi del 2026 i canoni medi di locazione a Roma hanno evidenziato un incremento medio del +3,7 per cento. Dal punto di vista della struttura contrattuale, emerge il dominio netto delle formule concordate: i contratti a canone concordato dominano le nuove locazioni con il 66,6 per cento del totale, trainati principalmente dalla formula a lungo termine (54,3 per cento).
“La struttura del mercato locativo romano evidenzia come le famiglie e i proprietari orientino in modo crescente le proprie scelte verso il canale concordato e flessibile”, evidenzia Gian Luca Sondali, responsabile dell’ufficio studi di Fimaa. “A fronte di canoni di locazione in costante crescita – aggiunge -, con incrementi particolarmente accentuati per gli agevolati di lungo periodo (+5,3 per cento) e gli ordinari transitori (+5 per cento), i contratti a canone concordato diventano uno strumento indispensabile per mitigare i costi per gli inquilini
e offrire condizioni fiscali più sostenibili ai locatori in una fase di incertezza”.
Per la parte finale del 2026, l’indagine Fimaa prospetta per l’area romana e regionale del Lazio una sostanziale stabilità dei volumi scambiati nel settore delle compravendite, un ulteriore incremento, seppur contenuto, dei valori immobiliari, il permanere di uno squilibrio strutturale tra domanda elevata e scarsità di immobili in offerta, nel settore delle locazioni.