Ue, Euromò: “Lotta ai mulini a vento contro il cambiamento climatico. Fare di più”
“Come sempre passata la stagione, si tirano le somme sui disastri che natura impone. Circolano i numeri di quanto sono costati i cambiamenti climatici negli ultimi 40 anni all’Europa, poco sotto ai 1000 miliardi. Poi ci sono le devastazioni dell’anno che corre, circa 200 miliardi buttati. E in questo contesto l’Italia è il Paese che nel periodo considerato registra le perdite più elevate: 147 miliardi di euro, in pratica 2.500 euro in media a cittadino. È quanto emerge dal Rapporto “Strategia per la pace climatica” promosso da ConsumerLab e Future Respect”. Lo studio mette in evidenza che la media annua delle perdite economiche legate a eventi meteorologici e climatici estremi è passata da 8,6 miliardi nel decennio 1980-89 a 44,9 nel quinquennio 2020-24. In pratica il valore è più che quintuplicato. Se si guarda il solo 2025, le ondate di calore dell’estate hanno prodotto una perdita di valore aggiunto lordo stimata in 43 miliardi di euro e il picco del 2026 che potrebbe arrivare a 180 miliardi. Il rapporto di Consumerlab valuta anche l’impatto sulle imprese. Il 36,6% delle Pmi italiane ricade nelle classi di rischio fisico climatico alto o molto alto, e l’87% delle imprese italiane considera la transizione climatica un’opportunità economica, che però stenta a sfruttare. In Europa però qualcosa sta cambiando. Il vecchio Continente è responsabile dell’8% delle emissioni globali di CO2, ma sta diminuendo. Dallo studio emerge che ogni italiano partecipa con circa 5 tonnellate pro-capite (la media europea à di circa 6,5), ancora meno di Usa (circa 14) e Cina (circa 8). Dal 1990 ad oggi l’Italia ha tagliato le proprie emissioni complessive di oltre il 30%, passando da circa 520 milioni di tonnellate di CO2 equivalente a circa 370 milioni di tonnellate. Un segnale certamente positivo, ma ancora insufficiente”.
Così, in una nota stampa, i portavoce del movimento culturale Euromò, Attilio Arbia, Carmela Tiso, Silvia Sacconi, Giovanni Mainardi e Leo Catalano.