Consiglio comunale, Malan (FI): «Bus gratuiti contro il caro carburante, sicurezza e trasparenza nelle nomine”

Consiglio comunale, Malan (FI): «Bus gratuiti contro il caro carburante, sicurezza e trasparenza nelle nomine. Salerno non può essere ostaggio degli equilibri politici della famiglia De Luca»

SALERNO – Dal caro carburante alla sicurezza urbana, fino alle nomine che stanno interessando l’amministrazione comunale e le società partecipate. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal consigliere comunale di Forza Italia Sarel Malan nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale di Salerno.

Il consigliere azzurro ha innanzitutto richiamato la proposta, già avanzata nei giorni scorsi e sostenuta anche dal deputato Pino Bicchielli, di introdurre temporaneamente la gratuità del trasporto pubblico locale, prendendo spunto dall’iniziativa del sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, che ha disposto otto giorni di autobus gratuiti per fronteggiare gli effetti del caro carburante.

«Stiamo attraversando un momento particolarmente delicato, caratterizzato da forti tensioni sociali, proteste contro l’aumento dei carburanti e un costo della vita che pesa sempre più sui bilanci delle famiglie. Gli enti locali non possono intervenire direttamente sul prezzo della benzina o del gasolio, ma possono adottare provvedimenti concreti per alleviare le difficoltà dei cittadini. L’iniziativa del sindaco Cannizzaro dimostra che questo è possibile. Ho chiesto che anche Salerno valuti una misura analoga, naturalmente verificandone i costi e la sostenibilità economica. Sarebbe una risposta immediata alle difficoltà di lavoratori, studenti e famiglie, oltre che un incentivo all’utilizzo del trasporto pubblico».

Malan è poi intervenuto sul tema della sicurezza, tornando sull’interrogazione già presentata nei mesi scorsi relativa al sistema di videosorveglianza comunale, alla quale l’amministrazione aveva fornito una risposta puntuale e dettagliata sul numero e sulla distribuzione delle telecamere presenti in città.

A riportare la questione al centro del dibattito è stato il grave episodio dell’accoltellamento di una giovane donna nel centro storico di Salerno, avvenuto lo scorso 23 settembre. Le immagini utilizzate dagli investigatori per individuare il presunto aggressore e diffonderne il volto provenivano infatti dall’impianto di videosorveglianza di un esercizio commerciale privato.

«Ho apprezzato la precisione con la quale l’amministrazione ha risposto alla mia interrogazione, fornendo i dati relativi alle telecamere installate sul territorio. Ma oggi dobbiamo porci una domanda ulteriore: a cosa serve disporre di un sistema pubblico di videosorveglianza se, in occasione di un fatto di sangue verificatosi nel cuore della città, sono state le immagini di un esercizio commerciale a rivelarsi determinanti per le indagini? Non intendo mettere in discussione il lavoro delle forze dell’ordine, alle quali va il nostro apprezzamento, ma comprendere perché le telecamere comunali non abbiano fornito un contributo altrettanto utile. La sicurezza non si misura soltanto attraverso il numero degli impianti installati, ma soprattutto attraverso la loro effettiva capacità di funzionare e contribuire alla prevenzione e all’accertamento dei reati».

Un ulteriore passaggio ha riguardato il dialogo interreligioso e l’integrazione. Malan ha ribadito la necessità di affrontare con serietà la questione di un luogo di culto dignitoso per la comunità musulmana e di uno spazio cimiteriale adeguato, nel rispetto della Costituzione e delle norme vigenti. «Garantire il rispetto della libertà religiosa significa favorire un’integrazione ordinata, fondata sulla legalità, sul dialogo e sul reciproco rispetto. È una questione di civiltà che non dovrebbe essere terreno di contrapposizione ideologica».

Ma è sul terreno politico che l’intervento del consigliere di Forza Italia ha assunto i toni più critici, con particolare riferimento alle recenti nomine e ai rapporti tra il sindaco Vincenzo De Luca e il figlio Piero, esponente di primo piano del Partito Democratico.

Malan ha richiamato, in particolare, due vicende che ritiene politicamente significative: la nomina dell’architetta Bianca De Roberto, figura storicamente legata all’esperienza amministrativa di Vincenzo De Luca, quale collaboratrice del sindaco in materia urbanistica, e quella dell’avvocato Vincenzo Luciano, già segretario provinciale del Partito Democratico e da anni considerato politicamente vicino a Piero De Luca, alla guida di Sistemi Salerno – Servizi Utility, importante società partecipata che gestisce, tra gli altri, anche servizi cimiteriali.

Luciano, peraltro, era stato precedentemente individuato per un incarico dirigenziale presso la Provincia di Salerno, al quale ha successivamente rinunciato per assumere la guida della società partecipata comunale.

«Assistiamo a una successione di nomine che sembra rispecchiare sempre più gli equilibri e le diverse aree di influenza che fanno riferimento a Vincenzo e Piero De Luca. Da una parte vengono richiamate figure storicamente vicine al padre, dall’altra trovano collocazione esponenti da sempre considerati vicini al figlio. Non è in discussione la professionalità delle persone nominate, ma il significato politico complessivo di queste scelte e il metodo con il quale vengono individuati i vertici e i collaboratori delle strutture pubbliche».

Particolare attenzione è stata riservata alla nomina di Bianca De Roberto, chiamata a collaborare direttamente con il sindaco in materia urbanistica, nonostante la presenza di un assessore titolare della relativa delega.

«La nomina dell’architetto De Roberto, pur trattandosi di un incarico gratuito, rappresenta a mio avviso un evidente ridimensionamento, nei fatti, delle funzioni e del ruolo politico dell’assessore Dario Loffredo. Ne prendiamo atto. Ma sarebbe opportuno comprendere quale spazio decisionale resti effettivamente all’assessore all’Urbanistica se il sindaco ritiene necessario affiancargli una figura di sua diretta fiducia proprio sulle questioni strategiche del settore».

Secondo Malan, queste vicende sollevano un interrogativo che va ben oltre le singole nomine.

«Il rischio è che le istituzioni cittadine e le società partecipate diventino il terreno sul quale si misurano gli equilibri politici tra padre e figlio. È una dinamica che non può essere considerata normale soltanto perché si svolge all’interno dello stesso sistema di potere. Gli incarichi pubblici devono rispondere alle esigenze dell’amministrazione e dei cittadini, non alla necessità di mantenere o ridefinire equilibri politici e personali».

«Salerno ha bisogno di buona amministrazione, di servizi efficienti e di responsabilità chiare. I cittadini hanno diritto di sapere chi decide, chi governa e chi risponde delle scelte compiute. La politica dovrebbe occuparsi dei problemi della città, non trasformare la città nel luogo in cui si consumano o si ricompongono le contrapposizioni politiche interne alla famiglia De Luca».